La prima birra italiana certificata Demeter nasce all’azienda agricola Il Cerreto
Il 500 e il 501 sono i preparati biodinamici per eccellenza: uno nutre il suolo, l’altro sostiene la fotosintesi clorofilliana delle piante. All’azienda agricola Il Cerreto, in Val di Cecina, sono diventati anche i nomi delle prime birre italiane certificate Demeter. Un’idea di Davide e Pietro Boni Brivio, la nuova generazione dell’azienda biodinamica.
A luglio 2025, dopo mesi di sperimentazioni e fermentazioni, i due figli di Carlo e Paola Boni Brivio, cresciuti tra i campi di cereali antichi e le erbe officinali dell’azienda di famiglia, hanno lanciato le prime birre artigianali a marchio Demeter rifermentate in bottiglia, non filtrate.
Un’idea nata dalla terra
L’idea è semplice: prendere i cereali biologici e biodinamici coltivati direttamente in azienda – orzo, farro antico monococco, avena – e trasformarli in birra, affidando la lavorazione a un birrificio artigianale a pochi chilometri da Il Cerreto. Una filiera corta, 100% toscana, in cui ogni passaggio è tracciabile e verificabile.
Come spiega Davide l’idea è nata da un incontro, dalle materie prime aziendali biologiche e biodinamiche dell’azienda agricola e dalla maestranza di un birrificio poco distante: «Un birraio dal quale compravamo già le birre per il nostro ristorante è venuto a cena e, a fine serata, ci ha raccontato un po’ della sua realtà. Siamo andati a trovarlo e abbiamo capito subito che il birrificio era qualcosa di speciale: non solo c’era l’impianto per fare la birra, ma anche quello per fare il malto, che è cosa rarissima. Coltiva i luppoli, piante bellissime che arrivano a cinque metri, in file ordinate e produce il suo orzo. Una filiera completamente chiusa, in Toscana. Così abbiamo deciso di far nascere le nostre birre con i cereali del Cerreto. Gli abbiamo portato il nostro orzo e lui lo ha maltato. Per la bionda abbiamo miscelato l’orzo maltato con farro monococco e avena. Per l’ambrata solo malto d’orzo, con i suoi luppoli e il miele di un’azienda Demeter. Il risultato è una birra davvero buona e di alta qualità.»

Cinquecento e CinquecentoUno: i nomi parlano biodinamica
Le due birre si chiamano Cinquecento e CinquecentoUno, nomi immediatamente evocativi per chi conosce la biodinamica. Il 500 è il cornoletame, il preparato che nutre e rivitalizza il suolo. Il 501 è il cornosilice, quello che lavora sulla luce e stimola la maturazione delle piante. Terra e luce. Radicamento e vitalità.
Cinquecento è una birra ambrata, intensa e avvolgente, prodotta con malto d’orzo biologico e biodinamico del Cerreto, malto d’orzo, luppolo, lievito e miele certificato Demeter. Questa birra artigianale non è filtrata, viene rifermentata in bottiglia e presenta una gradazione alcolica del 6,5%. Disponibile nella bottiglia da 330 ml e 750 ml.
CinquecentoUno è una birra bionda, fresca e armoniosa, ottenuta dalla miscelazione di avena e farro antico monococco, tutti coltivati in azienda, con malto d’orzo, miele Demeter, luppolo, coriandolo e lievito. Anche questa birra non è filtrata e viene rifermentata in bottiglia. La gradazione alcolica è del 5%.
Entrambe le birre sono disponibili nella bottiglia da 330 ml e 750 ml, formato ormai consolidato nel mondo delle birre artigianali di qualità e da meditazione.
Le birre del Cerreto sono disponibili nello shop online dell’azienda e al Bioristorante.