Primavera, dalla mitologia ai preparati biodinamici
di Fabio Fioravanti
Con l’equinozio primaverile la luce torna ad avere il sopravvento sulla tenebra, poiché in questa data avviene il passaggio del Sole dallo Zodiaco meridionale a quello settentrionale, e le ore di luce supereranno le ore di buio nell’arco delle 24 ore. Questo particolare momento segna dunque una importante fase di passaggio all’interno del ciclo annuale. La stessa origine etimologica della parola primavera sarebbe riconducibile al termine “splendere” ma anche “ardere” (da primus–ver o vas, cioè inizio del periodo spendente o ardente).
La vita vegetale può riemergere, rinascere e fiorire grazie al moto ascendente del Sole che determina il risveglio definitivo della Natura successivo al letargo invernale.
Questo passaggio del Sole segna la fine del periodo autunno-inverno a favore della fase primavera-estate. Nel mito è proprio Persefone che trascorre sei mesi dell’anno negli Inferi rapita da Ade, appunto autunno e inverno, mentre nei restanti sei mesi (primavera-estate) ella torna sulla Terra da sua madre Demetra facendola rifiorire.

È proprio il mito di Persefone e Demetra che incarna questa oscillazione semestrale generata dal ritmo solare, con tutto ciò che ne deriva per la vita. Persefone, figura della mitologia greca, entra nella mitologia romana come Prosèrpina; è custode del sottosuolo dal quale semi e piante traggono forze e risorse per poter germinare e sostentarsi. Nel caso di Prosèrpina, il nome deriverebbe dal latino “prosèrpere” che significa emergere. Demetra stessa è la divinità che a sua volta presiede i raccolti e, più in generale, la Natura.
In questa tavoletta votiva proveniente dal santuario di Persefone a Locri (fonte immagine: Wikimedia Commons) sono raffigurati i due Dei del mondo sotterraneo, Persefone e Ade, seduti in trono. Entrambi reggono in mano elementi vegetali: rami verdeggianti e un mazzo di spighe, simboli della forza fecondante e rigenerativa che trae la propria origine dal “Mondo dei morti” (il sottosuolo).
In questa simbologia vi è una profonda saggezza, nonché conoscenza delle leggi naturali, poiché il suolo tramite i processi di decomposizione e ri-sintesi della materia organica morente svolge un servizio ecosistemico essenziale per il sostentamento della vita vegetale a 360°. È durante l’inverno che i terreni possono rigenerarsi, soprattutto negli ecosistemi naturali dove la biomassa prodotta durante l’estate (foglie, residui vegetali, semi, frutti) viene accumulata nel suolo. Si tratta di un gesto centripeto di inspirazione della Terra che accoglie e riceve, poiché la vita si ritira e “muore” nel sottosuolo durante l’autunno per poi riemergere e rifiorire in primavera con la Terra che si prepara a sollevare un manto fiorito realizzando in questo caso un gesto centrifugo. Sono proprio le figure di Demetra e Persefone che costituiscono simbolicamente la coppia vita/morte poiché questo mito è un riflesso dei più importanti processi naturali legati al ciclo del carbonio ed alla rigenerazione ciclica della vita. Quello di Demetra è un carattere materno legato alla fertilità (Dea madre dispensatrice di vita, e madre della natura), mentre sua figlia Persefone diviene moglie del Signore dei morti (Ade) assumendo il ruolo di Regina degli Inferi (da infĕrus, “che sta sotto”). È proprio questo regno, il sottosuolo, che diventa il custode delle sementi, prendendosene cura, ma soprattutto garantendo le risorse necessarie alle piante per nascere e svilupparsi. Durante l’inverno il suolo accoglie e metabolizza la materia organica morente che, trasformata in humus, diverrà poi risorsa nutritiva in occasione del risveglio primaverile della vegetazione. Anche Goethe cogliendo questi processi arriva ad affermare che all’interno della natura “la morte è uno stratagemma per ottenere molta vita”. Si tratta di un ulteriore richiamo al “Regno dei morti” (cioè il sottosuolo) come luogo strategico per la rigenerazione e la nascita di nuova vita. Persefone rappresenta il flusso di forze e di materia organica che viene accumulato nel suolo durante il periodo invernale. È proprio nel terreno che si incontrano morte e nuova vita, divenendo tutt’uno, poiché dalla materia organica in decomposizione si genera l’humus, che è la vera base della miglior fertilità organica in grado di supportare e sostenere al meglio la germinazione dei semi e lo sviluppo delle piante. Dunque il suolo, grazie al suo microbioma, rappresenta un ambiente complesso nel quale si svolgono processi chiave per il sostentamento della vita influenzando i cicli biogeochimici fondamentali oltre al ciclo del carbonio (di cui il suolo è appunto sede di chiusura). Questi ed altri processi essenziali che si sviluppano nel terreno possono essere stimolati e sostenuti dai preparati 500, 500K e Fladen opportunamente dinamizzati e distribuiti nei periodi più convenienti. Uno di questi periodi è proprio la primavera, durante la quale è consigliabile utilizzare i preparati anche più volte.
Dunque la biomassa organica costituita da residui vegetali giunti al termine del ciclo di vita viene decomposta e trasformata in humus (stessa cosa avviene e dovrebbe avvenire per le deiezioni animali); tramite questa rielaborazione si impedisce che importanti risorse vadano disperse o dissipate inutilmente favorendo invece l’accumulo di carbonio organico all’interno del terreno con tutti i benefici del caso.
Questi processi giocano un ruolo chiave nell’intera economia naturale, ma purtroppo nella moderna agricoltura industriale sono stati completamente snaturati e mortificati attraverso l’uso di composti chimici di sintesi (come fertilizzanti, erbicidi, pesticidi) ed il mancato reintegro di sostanza organica.
Sostanza organica che, invece, in agricoltura biodinamica viene apportata al suolo tramite sovesci e compost biodinamico, andando ad imitare ed esaltare quelli che sono i naturali cicli biogeochimici ed i processi che portano allo sviluppo di terreno fertile.
Processi chiave che sono alla base della pedogenesi, che letteralmente significa “nascita del suolo”.
Si tratta di interazioni complesse tra svariati organismi e microrganismi che costituiscono reti di relazioni e connessioni a diversi livelli (associazione pianta-suolo-microrganismi) che, come detto, nella moderna agricoltura industriale sono state banalizzate e semplificate, riducendo di fatto proprietà e funzioni di questo insieme (o comunità). Già nel 1924 Rudolf Steiner intuì che si stavano snaturando questi importanti processi affermando con semplicità disarmante che “l’agricoltore ha il compito di badare a che il processo naturale si svolga nel giusto modo”.
In questa immagine è inoltre visibile un gallo, simbolo di fertilità, che rappresenta e scandisce anche il passaggio dalla notte al giorno (dalla morte alla vita) facendo sentire la propria voce. Dunque, nel mito, con la primavera Persefone ritorna da sua madre Demetra facendola rifiorire. Fase di passaggio che segna un nuovo inizio e resurrezione della Natura. Queste divinità femminili sono strettamente connesse in quanto si tratta della coppia madre/figlia, con Demetra che era considerata dai greci la protettrice di tutta la vegetazione e del grano, oltre ad essere ritenuta anche un’antica personificazione della Terra. Morte e rinascita sono in questo caso strettamente connesse con il ciclo stagionale che governa e predispone la crescita dei raccolti, ma anche con il destino dell’uomo, la cui morte non impedisce la continuità della vita. La figura di Persefone, come detto, è invece legata al Mondo dei morti inteso come fonte dell’energia vitale e della periodica rigenerazione della vita. Si tratta di espressioni simboliche connesse al concetto di tempo, alla natura ed ai cicli annuali che sono strettamente legati all’agricoltura. Questo mito suggerisce anche una chiara analogia con le diverse fasi della vita: nascita, crescita e morte.
Occorre sottolineare che durante la stagione primaverile vi sono condizioni ambientali ottimali per quanto riguarda l’impiego del preparato 500, poiché temperature e umidità del terreno rendono vantaggioso e favorevole il suo impiego. Sarebbe buona pratica dunque distribuirlo anche più volte.
Il significato del mito di Persefone ha pertanto una doppia valenza rappresentando da un lato la vita che durante l’inverno si ritrae e viene accolta nel sottosuolo, e dall’altro lato la stessa vita che riemerge favorendo lo sviluppo della vegetazione ed i lavori agricoli nelle campagne. Si tratta di fasi complementari, simbolo e controimmagine del respiro stagionale della Terra che si manifesta nel corso dell’anno. Anche nell’allestimento dei diversi preparati biodinamici si tiene conto di questa oscillazione semestrale (autunno-inverno, primavera-estate) trattandosi di un flusso di forze generato, come detto, dal moto solare che fa da sfondo e “strumento” nel loro processo di allestimento. Ognuno di questi due semestri dispone di “qualità” in grado di condizionare e influenzare la trasformazione del letame, per quanto riguarda il preparato 500, e delle diverse erbe per quel che riguarda i preparati da cumulo, oltre al preparato 501.
Questo mito ha origini arcaiche, ed è il frutto di una connessione con la Natura che l’uomo moderno ha purtroppo smarrito. Comunque, buona primavera! E buona biodinamica!