OGM senza etichetta: il Parlamento UE può ancora dire no
Il 21 aprile il Consiglio Europeo ha approvato il nuovo regolamento sulle tecniche genomiche (NGT) con il voto favorevole di 18 Stati membri, tra cui l’Italia. Una decisione che, se confermata dal Parlamento Europeo il 19 maggio, eliminerà l’obbligo di etichettatura per la maggior parte dei nuovi organismi geneticamente modificati. Croazia, Ungheria, Austria, Romania, Slovenia e Slovacchia hanno votato contro. Belgio, Bulgaria e Germania si sono astenuti. L’ultima possibilità per cambiare le cose è il voto del Parlamento europeo. Per questo è urgente che i consumatori facciano sentire la loro voce.
Dal mese di febbraio la campagna internazionale “Blacked-out Ingredients — Etichettate il cibo geneticamente modificato!”, promossa dalla Biodynamic Federation Demeter International insieme alle organizzazioni nazionali Demeter e decine di altre realtà come Kokopelli, Friends of the Earth Europe, Bioland, Naturland, NaturaSì, ha coinvolto oltre 500mila persone in 18 paesi dell’Unione Europea. Il tam-tam corre sul web e attraverso i social con l’immagine dei consumatori, degli agricoltori, chef stellati, che chiedono chiarezza sulle etichette; con l’invio di mail agli europarlamentari di ogni singolo paese europeo affinché sia ascoltata la voce dei cittadini.
Cosa cambia con questo regolamento
Nell’attuale quadro normativo europeo, tutti gli OGM sono soggetti a valutazione del rischio, tracciabilità ed etichettatura obbligatoria. Il nuovo regolamento stravolge questo sistema per una categoria vastissima di nuovi OGM, ribattezzati Nuove Tecniche Genomiche. Le piante NGT di Categoria 1 – quelle con meno di 20 sequenze di DNA modificate, circa il 94% del totale – verrebbero equiparate alle piante convenzionali ed esentate da qualsiasi obbligo di valutazione, tracciabilità ed etichettatura. I brevetti sui caratteri delle piante sarebbero consentiti.
Il risultato è che il consumatore non saprebbe più cosa sta comprando. E senza tracciabilità, l’intera filiera perderebbe la capacità di controllarsi.
Ora tocca al Parlamento
Il 19 maggio il Parlamento Europeo voterà il testo finale della normativa. È l’ultimo momento utile per far sentire la pressione dei cittadini. Se il regolamento venisse approvato, entrerebbe in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, aprendo nuove opportunità di mercato per i grandi gruppi dell’agroindustria e chiudendo definitivamente il diritto dei consumatori a sapere cosa contiene il cibo che acquistano. I sondaggi europei dicono da anni che oltre l’85% dei consumatori UE vuole che tutti gli OGM siano etichettati. Quella volontà merita una risposta.
“Se i nuovi OGM sono davvero così promettenti come si sostiene — dice Enrico Amico, presidente di Demeter Italia — non c’è motivo per cui debbano essere esenti da requisiti di etichettatura e tracciabilità. La chiarezza non ostacola l’innovazione, la rafforza.”
Cosa puoi fare? Unisciti alla campagna e scrivi agli europarlamentari prima del 19 maggio! Bastano pochi minuti: sul sito della campagna “Ingredienti censurati – Etichettate gli OGM!” trovi il link diretto per contattarli (clicca qui!). Puoi anche unirti alla community su WhatsApp, Telegram per ricevere aggiornamenti e materiali da condividere.
Ogni voce conta. Il voto è vicino.