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Longevità, un delicato equilibrio tra genetica, ambiente, microbioma e stile di vita

Longevità, un delicato equilibrio tra genetica, ambiente, microbioma e stile di vita

21 Dicembre 2025

di Renata Alleva – Nutrizionista e specialista in Scienza dell’alimentazione

Con l’aumento dell’età media della popolazione, aumenta anche il desiderio di un invecchiamento sano, ma soprattutto aumentano gli studi per poter capire quali siano i fattori determinanti per una longevità in salute. Per far questo, gli studiosi hanno identificato cinque aree in cui la popolazione media vive a lungo e in salute, le Blue zones, che sono localizzate in diverse parti del mondo, Sardegna Barbagia e Ogliastra, Okinawa in Giappone, Ikara in Grecia, Loma Linda, in California e Nikoya in Costa Rica, e hanno cercato di capire quale fosse “la ricetta” segreta che accomunava paesi così diversi in cui la popolazione arriva ad essere centenaria in buona salute.

Gli studi fatti fino ad oggi hanno evidenziato che sebbene la genetica abbia un ruolo, in realtà incide solo per il 20-30% sulla longevità, mentre il 70-80% è influenzata da fattori ambientali e di stile di vita. Vivere in un ambiente circondato da alberi modula positivamente il DNA, diversamente gli inquinanti ambientali, come particolato PM 2,5, pesticidi, PFAS, modificano negativamente il DNA, innescando infiammazione cronica e stress ossidativo che accelerano l’invecchiamento. Questi meccanismi sono definiti orologi epigenetici e sono i migliori biomarcatori dell’invecchiamento biologico e permettono di distinguere tra età anagrafica ed età biologica e sono fondamentali per valutare la longevità in salute.  A proposito di pesticidi l’esposizione al glifosato e al suo metabolita primario, l’acido amminometilfosfonico (AMPA), è stata associata ad alterazioni del DNA potenzialmente collegate allo sviluppo del cancro in 392 donne in postmenopausa. In particolare, lo studio ha rilevato che l’AMPA, era associato a una maggiore accelerazione dell’invecchiamento epigenetico. Uno studio per valutare la salute dei polmoni in agricoltori ha scoperto che l’esposizione a diversi pesticidi attualmente in commercio, era associata alla metilazione differenziale del DNA, con CpG collegati all’accelerazione dell’età epigenetica.

La dieta, intesa come le abitudini alimentari è un altro fattore importante sulla longevità. La dieta occidentale ricca di alimenti ultraprocessati, eccesso di carni trasformate, di snack troppo dolci o troppo salati, di bevande zuccherate grassi trans-idrogenati, è una dieta molto infiammatoria, che ha un impatto negativo sia DNA che sul microbiota intestinale, che riveste un ruolo chiave sulla salute e sulla longevità.

Diversi studi sul microbioma dei centenari hanno evidenziato caratteristiche comuni, ossia una grande biodiversità di specie microbiche, simile a quella di microbioti sani di persone giovani, ricchi di batteri benefici nell’intestino (bifidobatteri, Akkermansia) con minore presenza di batteri potenzialmente nocivi e un ambiente intestinale caratterizzato da Butirrato, un acido grasso a catena corta che controlla il sistema immunitario ed esercita anche un controllo a distanza influenzando tanti organi, incluso il cervello. È noto che la dieta rappresenti uno dei più importanti modulatori del microbiota intestinale e la dieta delle Blue Zones ha come caratteristica comune quella di basarsi prevalentemente su alimenti vegetali, quali legumi, cereali integrali, verdure, e alimenti fermentati, ossia una dieta ricca di fibre e povera di ultra-processati e zuccheri, che funge da “carburante” per mantenere la comunità batterica dell’intestino sana e giovane, proteggendo l’organismo dal declino funzionale. Inoltre non eccedere con il cibo, mantenere un peso sano, consumare moderatamente alcolici durante i pasti sono altri fattori in comune tra i centenari delle Blue zones.

Non meno importante nella longevità in salute, l’attività fisica integrata nella vita quotidiana (giardinaggio, camminare) invece di essere limitata alla palestra. Inoltre, ridurre lo stress, rallentare i ritmi quotidiani prendendosi delle pause giornaliere, come meditare, pregare, fare un riposo pomeridiano, svolgere attività sociali e di gruppo circondandosi di persone positive che adottino lo stesso stile di vita, sono risultati altrettanto importanti.

In conclusione, sono tanti i fattori che incidono sulla longevità e certamente l’ambiente gioca un ruolo importante, ma anche il nostro stile di vita e le nostre scelte personali: scegliamo di essere attivi, non fumare, riposare adeguatamente, ridurre l’uso di cellulari e basare una dieta su un buon consumo di alimenti vegetali preferendo alimenti prodotti in agricoltura biologica o biodinamica, che riducono l’esposizione a contaminati attraverso il cibo e l’ambiente e sono più ricchi di polifenoli, anti-infiammatori e antiossidanti che sono amici della salute longevità modulando positivamente sia il DNA che il microbiota intestinale.

 

Fonti:

Environ Health Perspect, 2022 Apr 4;130(4):047001. doi: 10.1289/EHP10174

PMC full text: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8437246/

Aging Med (Milton), 2024 Jun 14;7(3): 406–413. doi: 10.1002/agm2.12336

Microorganisms 2025, 13(7), 1657; https://doi.org/10.3390/microorganisms13071657

Nutr Food Sci 2025; 13(2). doi: http://dx.doi.org/10.12944/CRNFSJ.13.2.6

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