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Demeter in prima linea per difendere biodiversità e libertà di selezione

Demeter in prima linea per difendere biodiversità e libertà di selezione

18 Marzo 2026

Con l’intensificarsi delle negoziazioni del Trilogo sul Regolamento sul Materiale Riproduttivo Vegetale (PRM), il Consorzio Europeo per la Selezione Biologica delle Piante (ECO-PB), la Biodynamic Federation Demeter International (BFDI) e IFOAM Organics Europe hanno scritto ai Ministri europei dell’Agricoltura chiedendo un testo finale che non imponga restrizioni inutili alle varietà locali e da conservazione.

Le decisioni che verranno prese nelle prossime settimane saranno cruciali: avranno conseguenze durature per l’agrobiodiversità, la selezione biologica e la resilienza dei sistemi agricoli europei di fronte ai cambiamenti climatici.

Il rischio di restrizioni per agricoltori e sementieri

“La posizione restrittiva del Consiglio sulle varietà locali e da conservazione – spiega Eric Gall, vicedirettore di IFOAM Organics Europe – avrebbe conseguenze gravi per i numerosi agricoltori biologici, selezionatori e aziende sementiere che attualmente dipendono da esse. In particolare, limitare la produzione di queste cultivar alla regione di origine e restringere le nuove varietà solo a frutta e ortaggi avrebbe un impatto significativo sulle attività delle reti, dei selezionatori e delle aziende sementiere che le sviluppano e le commercializzano”.

Quando le regole bloccano l’innovazione

Le organizzazioni portano esempi concreti per dimostrare le criticità dell’attuale impostazione normativa e la necessità di introdurre una categoria intermedia tra il Materiale Eterogeneo Biologico (OHM) e le varietà uniformi DUS.

In Italia, Rete Semi Rurali, insieme a un agricoltore biologico del Veneto, ha tentato di notificare un grano OHM, respinto dalle autorità competenti per insufficiente eterogeneità, una situazione che una categoria intermedia potrebbe risolvere. In Danimarca, Landsorten distribuisce varietà locali di colture da campo particolarmente apprezzate dagli agricoltori biologici per la loro resistenza alle malattie e la forte competitività contro le infestanti.

Adattamento locale e necessità agronomiche

Sul tema delle restrizioni geografiche, le organizzazioni sottolineano che “il valore di queste cultivar risiede proprio nella loro capacità di adattarsi a condizioni locali e climatiche specifiche”.

Per alcune colture, inoltre, coltivare o moltiplicare al di fuori della regione di origine non è una scelta ma una necessità. È il caso, ad esempio, di alberi da frutto come melo, pero, susino e ciliegio, spesso propagati in vivai biologici di altri Paesi quando la capacità locale è insufficiente.

Difendere un mercato sementiero diversificato

“Queste varietà sono spesso sviluppate da piccoli selezionatori, reti e aziende sementiere. Proteggere questa categoria non è quindi solo una questione agronomica è anche un modo per sostenere un mercato sementiero diversificato e resiliente, necessario per mantenere la biodiversità, senza che sia dominato esclusivamente dai grandi operatori commerciali”, ha dichiarato Edwin Nuijten, presidente di ECO-PB.

No OGM e no brevetti

Un punto centrale della posizione condivisa riguarda il divieto esplicito dell’uso di materiale geneticamente modificato (OGM e Nuove Tecniche Genomiche – NGT) nell’ambito delle varietà locali e da conservazione, insieme all’esclusione dei diritti di proprietà intellettuale come i brevetti. “Le varietà da conservazione costituiscono un importante serbatoio genetico per i selezionatori biologici. Escludere esplicitamente ingegneria genetica e brevetti permetterebbe ai selezionatori biologici di utilizzarle con sicurezza”, ha spiegato Edwin Nuijten.

A rafforzare l’urgenza dell’appello è la posizione della Biodynamic Federation Demeter International. “Invitiamo i decisori politici – sottollinea Clara Behr, responsabile Politiche e Relazioni Pubbliche della BFDI – a seguire la posizione del Parlamento Europeo, che mantiene il quadro semplice, senza oneri inutili e permette realmente agli agricoltori biologici, ai selezionatori e alle aziende sementiere di continuare a lavorare con queste cultivar”.

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(fonte: IFOAM Organics Europe)

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