Semi di resistenza: un rapporto per la difesa della biodiversità
La transizione dei sistemi agricoli globali verso un futuro sostenibile si gioca su un nodo cruciale: la biodiversità. In un mondo in cui il clima cambia rapidamente, l’accesso equo alle risorse genetiche e il controllo dei semi diventano elementi strategici per la resilienza agricola, la salute degli ecosistemi e la sovranità alimentare. La recente ricerca di Navdanya International, Semi di resistenza. Deregolamentazione degli OGM e mobilitazione popolare (2025), offre un’analisi approfondita sulle dinamiche globali che stanno cambiando i sistemi sementieri e alimentari del pianeta.
La tendenza globale alla deregolamentazione
Per decenni le norme di biosicurezza hanno garantito valutazione del rischio, tracciabilità ed etichettatura degli OGM. Oggi, però, governi e grandi multinazionali spingono per indebolire o eliminare queste regole, soprattutto per le nuove tecniche genomiche (NGT), presentate come “naturali” e necessarie alla resilienza climatica.
Il rapporto di Navdanya International mostra che questa narrazione accompagna una forte espansione delle colture geneticamente modificate in molti Paesi. In Sudafrica, ad esempio, oltre 3 milioni di ettari sono coltivati a OGM: più dell’85% del mais, circa il 95% della soia e quasi il 100% del cotone. Un modello che rafforza la dipendenza da sementi brevettate e input chimici, con impatti rilevanti su biodiversità e autonomia degli agricoltori.
L’espansione delle NGT è spesso giustificata come “innovazione” e “resilienza climatica”, ma in realtà si traduce in una riduzione dei controlli di sicurezza, della tracciabilità e della valutazione del rischio. Esempi concreti emergono anche nell’accordo provvisorio raggiunto tra Parlamento Europeo, Consiglio e Commissione, che pone le basi per considerare alcune piante ottenute con NGT (le cosiddette NGT1) come equivalenti alle varietà convenzionali, sradicando importanti tutele normative.
Un allarme anche in Europa
Questa tendenza non riguarda solo aree geografiche lontane, ma anche il cuore normativo dell’Unione Europea. Negli ultimi anni, il Parlamento Europeo ha approvato proposte che mirano a semplificare l’ingresso di organismi genetici modificati nei campi e sulle tavole dei cittadini europei, attenuando le valutazioni di rischio e le garanzie di tracciabilità, etichettatura e biosicurezza. Secondo Navdanya International, questo approccio rischia di smantellare uno dei sistemi di tutela più avanzati al mondo, aprendo la strada a una diffusione poco controllata di organismi geneticamente modificati e rafforzando il controllo corporativo sulle sementi.
Biodiversità: scienza, resilienza e agricoltura viva
Nel rapporto, il genetista Salvatore Ceccarelli ricorda un principio fondamentale: la biodiversità non è un optional, ma la base della produttività e della resilienza agricola. Sistemi agricoli diversificati reagiscono meglio agli stress climatici, riducono la pressione di parassiti e malattie e garantiscono stabilità nel lungo periodo.
Al contrario, l’uniformità genetica tipica di molte colture OGM e NGT è evolutivamente fragile. Le soluzioni agroecologiche – varietà locali, miscugli, selezione partecipativa – offrono risposte durature, adattate ai territori e libere da brevetti.
Semi e democrazia alimentare
Il rapporto di Navdanya International interpreta la difesa dei semi non solo come una questione tecnica, ma come un tema di giustizia ecologica e democrazia alimentare. I semi non sono semplici prodotti commerciali, ma beni comuni viventi, frutto di millenni di selezione contadina e cultura rurale. La protezione della biodiversità implica il diritto delle comunità di scegliere come produrre e nutrirsi, anziché subire decisioni imposte da interessi privati o regolamenti che favoriscono concentrazioni di mercato.
In questo senso, la mobilitazione che si sviluppa in Europa e nel mondo – da mobilitazioni legali, moratorie costituzionali sulla presenza di OGM, fino alla difesa dei semi autoctoni in Messico e Colombia – rappresenta una resistenza concreta alla mercificazione dei sistemi alimentari e un richiamo alla costruzione di modelli agricoli sostenibili, partecipativi e resilienti.
Verso un’agricoltura realmente sostenibile
La sfida che emerge da questo rapporto e dal dibattito europeo è duplice: da un lato, contrastare normative che minacciano le tutele per la biodiversità e la sicurezza alimentare; dall’altro, promuovere modelli agricoli basati sull’agroecologia, sull’agricoltura biologica e biodinamica, che valorizzano la diversità genetica come risorsa fondamentale per affrontare la crisi climatica e nutrire in modo sano e sostenibile le popolazioni.
In un momento storico in cui le scelte politiche e normative possono avere conseguenze profonde per l’agricoltura europea, la biodiversità rimane un elemento imprescindibile per la salute degli ecosistemi, per la libertà delle comunità rurali e per la costruzione di sistemi alimentari giusti e duraturi.
Navdanya International ha dato origine al Movimento Globale per la Libertà dei Semi, con l’obiettivo di consolidare alleanze tra i diversi movimenti impegnati nella promozione e nella pratica dell’ agro-ecologia, nella salvaguardia dei semi e nella resistenza ad un numero crescente di leggi che, in tutto il mondo, stanno cercando di criminalizzare la libera conservazione e il libero scambio dei semi.
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