Le Madri: una fondazione al servizio dell’antroposofia.
Un’attività iniziata più di 40 anni fa dal gruppo “San Cristoforo” di Rolo (RE), oggi è un punto di riferimento per la formazione e l’allestimento dei preparati biodinamici.
di Cinzia Scaffidi
È una strada secondaria quella che ha portato Barbara Monari, che oggi, insieme a Giovanni Picariello e ad alcuni collaboratori, conduce ed anima la Fondazione Le Madri, alla scoperta dell’antroposofia e dell’agricoltura biodinamica. Una strada che parte dall’Accademia di Belle Arti di Bologna, in particolare da una lezione di architettura, che si tiene a metà degli anni Ottanta del secolo scorso.
Il professore mostra agli allievi una fotografia del Gotheanum di Dornach e la folgorazione si compie. Quell’edificio, progettato da Rudolf Steiner, così come quello che lo sostituirà dopo l’incendio del 1923, quell’architettura rivoluzionaria, quelle linee piene di significati portano Barbara e un suo compagno di studi, Stefano Bernardelli, a voler sapere di più. Iniziano da dove possono: una libreria, nella quale trovano le opere di Steiner e iniziano a chiedersi con chi, nella loro zona, possono entrare in contatto per approfondire quelle tematiche.
Non lontano da Bologna, a Rolo, in provincia di Reggio Emilia, trovano quello che stanno cercando: un gruppo di studio che si occupa di antroposofia, si chiama “San Cristoforo” ed è attivo dal 1981. Una manciata di ragazzi tra i 20 e i 30 anni che hanno trovato il loro modo di cambiare il mondo, in un periodo in cui erano evidenti – per chi li voleva vedere – i danni di un modello di sviluppo orientato solo al profitto, senza un pensiero per tutto quello che restava al di fuori della lineare dinamica lavoro-produzione-consumo-guadagno. Tra i fondatori, anzi tra i padri dell’associazione, c’è un non ancora quarantenne Gianni Catellani, guida preziosa per tutti e da tutti ancora rimpianto, dopo la prematura scomparsa nel 2012.
Nel 1984 da questo gruppo nasce la cooperativa La Farnia, uno dei primi Gruppi di Acquisto Solidale, per la distribuzione – al dettaglio e all’ingrosso – di prodotti dell’agricoltura biologica e biodinamica.
Barbara e Stefano si uniscono al gruppo nel 1989 e da subito si sentono a casa.
Per La Farnia sono anni impetuosi che poco per volta fanno della sede di Rolo un punto di riferimento: la cooperativa, insieme ad altre realtà crea nel 1998 Ecor, che diventa un attore chiave in Italia nella distribuzione di prodotti dell’agricoltura biologica e biodinamica. Proprio questa crescita offre le condizioni per la svolta successiva: quando, nel 2003, Ecor decide di chiudere il magazzino di Rolo e trasferire nel trevigiano tutta la logistica, la Farnia cede le sue azioni e mantiene solo il negozio al dettaglio di Rolo. Con il ricavato della vendita delle azioni La Farnia acquista gli immobili della propria sede. L’edificio principale viene ristrutturato seguendo i criteri dell’architettura antroposofica grazie al progetto dell’architetto Stefano Andi (già autore del progetto del magazzino), in collaborazione con Giovanni Picariello.
Gianni Catellani, Giovanni Picariello e Barbara Monari nel 2004 danno vita alla Fondazione Le Madri, grazie alla donazione degli immobili e del capitale da parte della cooperativa La Farnia; la fondazione ha come scopo statutario la promozione e la diffusione delle discipline antroposofiche ed in particolare dell’agricoltura biodinamica.
Perché Le Madri? Il riferimento è solo apparentemente semplice. Le Madri a cui si riferisce il nome della fondazione, non sono quelle a cui immediatamente si pensa. Sono invece quelle del Regno delle Madri di cui si legge nel Faust di Goethe: Mefistofele, coprotagonista dell’opera, scende nel Regno delle Madri e ne riemerge cambiato per sempre. Ovviamente il riferimento è anche alle riflessioni che Steiner fece a proposito del Faust ed in particolare di quel passaggio, collegando il tema faustiano delle madri alla mitologia greca (Rhea, Persefone e Demetra), ma non solo. Il riferimento è, più in generale all’antroposofia, che dà vita alle discipline antroposofiche: la medicina, l’arte, l’agricoltura biodinamica e la pedagogia; qui la struttura del riferimento cambia, perché le discipline sono dunque anche madri (delle azioni che derivano da quei saperi) e non solo figlie (dell’antroposofia).
Chiamare “Le Madri” questa fondazione è dunque una dichiarazione relativa ad un nodo di senso, ad un bisogno di studio, all’importanza dell’idea di generazione, rigenerazione e continuo sforzo di conoscenza.
Le Madri svolge la sua attività su diversi fronti: innanzitutto l’allestimento e la vendita di preparati biodinamici, sia da cumulo che da spruzzo. Giovanni Picariello, presidente della Fondazione, è il responsabile di questo settore, che segue personalmente. Giovanni fa parte dei fondatori del Gruppo San Cristoforo, e l’incontro con Barbara è stato determinante anche per le loro vite private. Si sono riconosciuti da subito come anime gemelle e la loro relazione dura da circa 30 anni. Oggi sono sposati e vivono a poche centinaia di metri dalla Fondazione.
Grazie anche all’impegno di Fabio Fioravanti e di altri docenti esterni, Le Madri organizza molti corsi di formazione sull’agricoltura biodinamica, seminari e conferenze; ha una sala convegni che è possibile affittare, corredata da un ristorante; ospita uno studio di medicina antroposofica dove il dott. Stefano Gasperi riceve una volta al mese. C’è inoltre una biblioteca molto fornita per chi vuole approfondire le tematiche connesse all’antroposofia, una foresteria per i corsi residenziali e un bellissimo parco-giardino.
A pochi chilometri da Reggio Emilia c’è un piccolo gioiello di potenzialità che merita di essere conosciuto e soprattutto utilizzato, per connettersi o riconnettersi con le esigenze del pianeta e i suggerimenti della natura, per trovare soluzioni e modelli di vita, di produzione e di relazione, basati sulla consapevolezza, sull’armonia e sul rispetto.
per saperne di più:
Cinzia Scaffidi