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La pianta tra terra e cielo (prima parte)

La pianta tra terra e cielo (prima parte)

14 Dicembre 2023

di Paolo Pistis

“Tutto ciò che vive nell’elemento silicico ha forme che non provengono dalla terra ma dai cosiddetti pianeti esterni: Marte, Giove e Saturno. Quel che emana da questi pianeti agisce sulla vita delle piante, attraverso la silice e i sui affini.”

Rudolf Steiner, 7 Giugno 1924, Koberwitz , “Impulsi scientifico spirituali per il progresso dell’agricoltura” Editrice Antroposofica

In queste poche parole R. Steiner traccia l’immagine della pianta che non cresce solo per effetto di sali minerali solubili, come sostiene l’agricoltura convenzionale, ma che è costituita da sostanze terrestri e costruisce la sua forma da un’origine cosmica. Oggi sappiamo che è la base genetica ad essere portatrice della forma, ma le forze plasmatrici che vi agiscono sono di origine cosmica. Facciamo un esempio con la carota. Da un seme di carota nascerà sempre una carota con la sua tipica forma, ma a seconda delle caratteristiche di clima, luce, esposizione, ventosità e temperature, che sono fattori in relazione con forze cosmiche, la crescita della carota sarà influenzata e modificata adattandosi al luogo e al clima attraverso una specifica espressione del DNA (epigenetica). Questo fatto è di grande importanza in agricoltura perché a seconda degli stimoli che le piante ricevono possono migliorare o peggiorare la loro qualità.

Attraverso questa visione R. Steiner ci suggerisce che il silicio è un importante intermediario della luce. Basti pensare al grande impiego del silicio nella nostra epoca come fibre ottiche, pannelli fotovoltaici, lenti, schermi dei PC, schermi dei telefonini e tanto altro in cui viene utilizzato proprio come mezzo per trattenere od emettere energia luminosa. Il silicio è un intermediario fisico della luce, non solo quella visibile solare  ma anche la luce solare riflessa da altri corpi celesti. Il silicio può essere impiegato in agricoltura attraverso diverse sostanze come argille, zeoliti ed altri silicati. Il silicio nell’agricoltura biodinamica viene fatto fermentare a contatto con della cheratina di un corno bovino, posto nel sottosuolo nel periodo estivo e poi esposto alla luce nel periodo invernale. Attraverso questo ciclo di ricarica il silicio dopo un anno è pronto per essere impiegato per creare un collegamento con la luce solare e anche quella riflessa dai corpi celesti lontani. Una luce riflessa come può essere quella di Marte che conferisce ispessimento della foglia, di Giove che crea rotondità e di Saturno che crea struttura nei tessuti. Tutti e tre questi pianeti conferiscono nelle piante processi di forma favorendo l’accumulo di sostanze nutritive. Il silicio elaborato nel 501 si comporta come un attrattore di questo tipo di luce.

L’agricoltore “Demeter” ovvero colui che applica con serietà e dedizione le linee guida dell’agricoltura biodinamica e dei disciplinari di produzione Demeter, sa che le spruzzature fatte all’alba con il preparato biodinamico cornosilice “501” sopra alle colture non solo le rende forti e resistenti alle patologie fungine, ma conferisce ai prodotti maggiore qualità. Gusto, aromi, profumi, conservabilità e tante altre qualità vengono rafforzate. Il Cornosilice “501” aiuta la pianta ad assimilare meglio la luce solare, in particolare la luce diretta. Questo preparato agisce come un bioattrattore di luce per favorire la fotosintesi clorofilliana. Ne bastano pochi grammi per ettaro e, previa attivazione (dinamizzazione) con un processo di ossigenazione in acqua tiepida e non clorata, ha un grande effetto positivo sulla maturazione dei frutti.

R. Steiner sottolinea che non solo il silicio è importante ma anche i suoi affini. Quali sono sono queste sostanze? Sono quelle sostanze che in natura sono ricche di silicati, come il basalto, le zeoliti, i feldspati, l’ortoclasio ed alcune rocce vulcaniche come lo zolfo naturale di miniera che in natura non è sempre puro ma ricco di silicio. Ecco che allora quando l’agricoltore biodinamico vuole portare verso la pianta non solo forze di luce ma anche un effetto di calore potrà usare il preparato biodinamico cornosilicio-zolfo “510”. In questo modo potrà migliorare la colorazione dei frutti, aumentare in modo naturale la complessità degli aromi e del gusto ed allo stesso tempo rafforzare quei processi sottili di autodifesa che hanno le piante per affrontare le avversità batteriche e fungine. 

L’agricoltore biodinamico che ha a cuore la qualità agricola, sa che deve impiegare delle sostanze naturali e mettersi in sintonia con il cosmo.

Paolo Pistis  www.paolopistis.com

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