La pianta tra terra e cielo (seconda parte)
di Paolo Pistis
“Parlando di qualsiasi terreno coltivabile possiamo dire che vi operano forze di natura silicica e forze di natura calcarea. Nell’elemento silicico operano le forze di Saturno, Giove e Marte; in quello calcareo le forze di Luna, Venere e Mercurio.”
Rudolf Steiner, 7 Giugno 1924, Koberwitz , “Impulsi scientifico spirituali per il progresso dell’agricoltura” Editrice Antroposofica
Le piante sono fortemente influenzate dalla base minerale di cui è composto un suolo.
In ogni suolo coltivabile troviamo sempre tracce di due sostanze che hanno caratteristiche opposte: silice e calcare. Naturalmente intendiamo tutti i silicati e i composti calcarei.
Il silicio è stato per molto tempo considerato come una sostanza inerte e non utile al fine della nutrizione dei vegetali, oggi sappiamo però che il silicio svolge un ruolo molto importante sulla struttura dei tessuti e sulla resistenza alle patologie fungine e batteriche. Per di più non ha solo questa funzione ma gioca anche un ruolo importante sulla qualità degli alimenti e la conservazione dei prodotti agricoli.
Mentre il silicio ha un rapporto con la luce ed il calore, il calcare del suolo e tutti i composti di calcio hanno un rapporto diretto con l’acqua, con i sali minerali solubili del suolo e una forte influenza sul ph del terreno. Il calcare è un elemento “vorace” che entra con facilità in reazione chimica con quanto vi è nel suolo coltivabile. La vita microbiologica del suolo ha un rapporto particolare con il calcare. Se la vitalità del suolo è elevata, cosa che corrisponde ad un alto valore di humus, allora il calcare viene a trovarsi nel giusto rapporto con altri elementi e abbiamo un terreno fertile ed equilibrato. Il calcare gioca un ruolo importante nella quantità delle produzioni, nella vigoria e nella fertilità dei semi. Come suggerisce R. Steiner il calcare è un intermediario del suolo per l’azione dei pianeti interni Luna, Venere e Mercurio. La Luna, per mezzo del calcare del suolo, contribuisce alla fertilità dei semi, Venere alla nutrizione cellulare, Mercurio ai flussi linfatici. La pianta è paragonabile ad un ago magnetico, se vogliamo comprendere perché l’ago magnetico si muove dobbiamo prendere in considerazione l’intero globo terrestre e i due poli. Sarebbe sciocco cercarne le cause attraverso solo l’osservazione dell’ago stesso. Allo stesso modo la pianta può essere meglio compresa se si osserva come entra in risonanza con le forze cosmiche attraverso le sostanze materiali di cui è composto il suolo piuttosto che pensare di trovare delle ragioni osservando solo le reazioni chimico fisiche di una singola pianta.
L’agricoltore “Demeter” ovvero colui che applica con serietà e dedizione le linee guida dell’agricoltura biodinamica e dei disciplinari di produzione Demeter, sa che per migliorare i rapporti dei nutrienti del suolo in modo naturale si deve agire sui composti calcarei e ciò è possibile solo se si aumenta il contenuto di sostanza organica e di humus nel terreno. Per far ciò le concimazioni devono essere organiche e fatte con materiali di buona qualità. È questo il motivo per cui i biodinamici si impegnano tanto a fare il compostaggio preferibilmente con letame bovino. Sempre per questo motivo vengono eseguiti sovesci plurispecie, cover crops ed un impiego oculato delle leguminose. Inoltre per potenziare le concimazioni organiche e dare un buon impulso alla flora microbiologica del suolo viene impiegato il preparato biodinamico cornoletame “500” che ha una particolare influenza proprio sul calcare del suolo. Questo preparato dovrà essere attivato previa un’ossigenazione speciale chiamata dinamizzazione, usando acqua non clorata e distribuito sul suolo leggermente umido preferibilmente verso sera. Questo preparato agirà come starter e bioattrattore di flore microbiologiche importanti che agiranno sulla soluzione circolante del suolo. I vantaggi saranno molteplici: suolo strutturato, crescita vigorosa delle radici, aumento delle produzione e tanto altro. Il ritmo d’impiego e i quantitativi variano a seconda dei contesti specifici.
Ecco allora che l’agricoltore biodinamico per ottenere benefici su quantità e qualità delle produzioni parte dalla cura del suolo e delle concimazioni con lo scopo di portare vita al suolo! Questa vitalità si rifletterà sulle piante e di conseguenza sui prodotti agricoli e sugli animali.
Paolo Pistis www.paolopistis.com