Un’agricoltura biodinamica Demeter come profonda scuola di pace
Negli ultimi duecento anni la medicina si è occupata prevalentemente di capire come sorge la malattia, ponendo attenzione sulla profilassi e sulla prevenzione per evitare i fattori di rischio. L’attuale ricerca sulla salute si pone altre domande che riguardano i fattori fisici, psichici o spirituali che si possono considerare fondamentali per determinare la maggiore o minore recettività alle malattie infettive e degenerative.
In questo senso, l’alimentazione gioca un ruolo molto importante.
La scelta e l’elaborazione del cibo che mettiamo sulla nostra tavola, al di là del senso materiale del gusto, possono diventare un fattore importante di promozione della salute (salutogenesi), per una buona salute fisica, mentale, spirituale.
L’alimentazione è qualcosa di molto più complesso della visione meccanicistica operata dalla scienza della nutrizione, che la riduce a un semplice calcolo quantitativo, come se il cibo fosse solo una sostanza che va a ripristinare ciò che l’uomo consuma.

Nella cultura attuale, per avere un risultato tutto deve essere misurato, ma la presenza dello Spirito, presente nella Vita non può essere trovata solo in una quantificazione.
Con il cibo non solo quotidianamente introduciamo sostanze che vanno a nutrire e a rinnovare le cellule del corpo, ma, pur senza rendercene conto, apportiamo una forza insita in ogni alimento che può rafforzare o disperdere la nostra parte vitale.
UN INCONTRO COL MONDO
Attraverso l’alimentazione creiamo un incontro con il mondo.
Così come attraverso i nostri sensi introiettiamo il mondo nelle sue forme e lo elaboriamo poi con i nostri strumenti conoscitivi; con il cibo introduciamo il mondo nel suo aspetto materiale, lo portiamo a noi, elaborandolo e trasformandolo: immettiamo nel nostro organismo delle sostanze di natura per sollevarle al gradino umano.
Il cibo è quindi qualcosa di sacro, come sacra è madre Terra, come sacra è la Natura.
Questo era molto chiaro in passato, quando coltura e cultura si sviluppavano insieme: l’uomo impara a sviluppare le sue colture e parallelamente progredisce la coscienza dell’umanità e si evolve la cultura.
LA DESACRALIZZAZIONE DELLA NATURA
Con la nascita delle scienze naturali moderne e con il loro sviluppo, ciò che da millenni veniva accolto come puro dono dalle mani della natura, oggi è diventato oggetto di incertezza generale. Se c’è un campo dove regna confusione, incertezza e relativismo questo è il campo della nutrizione. Assistiamo alla desacralizzazione della Natura che finisce per essere sfruttata dalle conoscenze della tecnica e dai bisogni egoistici dell’uomo: questo comporta un’importante diminuzione della qualità dell’alimento.
Da questa visione piccina del mondo nasce la grande maggioranza dei problemi legati allo sviluppo di una agricoltura che dequalifica l’alimento: il nostro cibo è scadente, la nostra terra è malata e sono inquinate anche le nostre coscienze, il nostro pensiero e la nostra azione. Se trattiamo la terra con violenza, come predoni della vita ne avremo un danno non solo ambientale come è evidente, ma il cibo esprimerà questa unilateralità: creerà guerra tra uomo e natura.
Solo una rinnovata scienza della natura e dell’uomo, quale viene offerta dalla Scienza dello Spirito Antroposofica inaugurata da Rudolf Steiner, potrà restituirci una conoscenza capace di orientarci in modo sano e consapevole nei confronti del cibo e di tutto ciò che vi ruota intorno.
Il cibo esprime in sé la dinamica del vivente, (noi ci nutriamo di esseri viventi!), viene spogliato durante il processo digestivo, esso entra in una attiva collaborazione con le forze metaboliche dell’organismo.
Alimentarsi significa passare attraverso un processo di malattia da cui guariamo grazie alla digestione. Proprio per questo il più importante e grande organo del sistema immunitario umano è rappresentato dall’apparato digerente: digestione e attività immunitaria sono due facce della stessa medaglia.
Il processo digestivo riguarda l’uomo nella sua totalità, nella capacità di pensiero, nella vita di sentimento, nella natura volitiva.
Tutta la complessa costituzione umana di corpo, anima e spirito viene continuamente coinvolta nell’intero essere umano nel processo digestivo. Se riceviamo una alimentazione ricca e naturale, si crea una reazione profonda e attiva, stimolando a fondo le ghiandole digestive.
Quando però gli alimenti sono fortemente alterati, risultano quasi del tutto privi di forze cosmiche originarie, si crea un terreno fertile per le cosiddette malattie della civilizzazione.
LA VITALITÀ DEGLI ALIMENTI
In “Alimentazione per vivere sani” Rudolf Steiner, fondatore della agricoltura biodinamica, ci dice che la maggior parte delle sostanze che introduciamo quotidianamente non ha lo scopo di essere accolta nel corpo, ma giunge al corpo per fornirgli le forze contenute nelle stesse sostanze. Nel ricambio delle sostanze, nel metabolismo, non è quindi tanto importante la natura ponderale, le sostanze misurabili, bensì la capacità individuale di accogliere in noi, assieme agli alimenti che consumiamo, anche la vitalità delle loro forze. Ed è proprio di questa vitalità che noi abbiamo bisogno in ogni aspetto della nostra vita, quando camminiamo, lavoriamo, muoviamo le braccia e via e via usiamo in modo profondo la vita incontrata nel mondo e adesso operante in noi.
Attraverso il nutrimento terrestre non viene così formata semplicemente sostanza ma viene stimolato un complesso gioco di forze.
DEGRADO NUTRIZIONALE E PSICHE
Oggi il degrado nutrizionale degli alimenti non è solo percepibile sul piano della salute fisica, ma anche sul piano psichico. Si pensi ai tumori e alle malattie cardiovascolari legate in larga misura al cibo.
Attualmente abbiamo un incremento di malati precoci di Alzheimer, sempre più persone che accusano perdite di memoria, perdite dei pensieri logici e purtroppo vi è anche un aumento di bambini con forti problemi cognitivi e di concentrazione. È plausibile che questo possa portare delle ripercussioni sul piano sociale molto gravi.
IL RUOLO DELL’AGRICOLTURA
Che ruolo ha l’agricoltura in tutto ciò?
La tecnica di coltivazione influisce sugli effetti che il cibo ha su di noi.
Nell’impegno verso una significativa qualità vitale dell’alimentazione ci si imbatte in una cerchia di uomini che si sentono uniti nella aspirazione verso un nuovo e vivente pensare, nella convinzione che il suolo sia un organismo vivente e che perciò vada nutrito e protetto.
Gli agricoltori biodinamici, oltre a non considerare minimamente l’uso di pesticidi, diserbanti e fitofarmaci nocivi per l’ambiente e per l’essere umano, attuano anche strategie importanti per curare la fertilità del terreno e produrre cibo sano. Rigenerano ambienti e agro-ecosistemi introducendo alberi, siepi, ecosistemi acquatici efficienti e animali in azienda allevandoli in modo coscienzioso, salvaguardano la flora selvatica nonché le importantissime api.
Gli agricoltori biodinamici che hanno aderito ai disciplinari Demeter lo fanno con dedizione da quasi 100 anni. Una cosa è certa: alle forze della violenza che governano l’esistenza esteriore può contrapporsi solo una vigorosa forza morale che irradia dal singolo uomo e dalle comunità.
Steiner durante la Prima Guerra Mondiale disse a riguardo: “che l’ordinamento morale dell’universo possa diventare l’embrione, il germe della forza dell’ordinamento naturale futuro, è il pensiero più reale che possa esistere… La morale non è solo qualcosa di escogitato, essa è, in uno spirito realistico, presente in germe per la realtà esteriore futura”.
Nutrirsi nel rispetto dell’ambiente diventa un atto d’amore.
In questo senso la cura dell’ambiente, un’agricoltura che rispetta e ama la terra come la agricoltura Biodinamica Demeter è da intendersi quale impulso spirituale profondo: una scuola di pace.