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NGT, dalla resistenza al cambiamento climatico alla melanzana che non imbrunisce

NGT, dalla resistenza al cambiamento climatico alla melanzana che non imbrunisce

14 Luglio 2026

di Salvatore Ceccarelli – già professore ordinario di Genetica Agraria

Il 17 giugno scorso il Parlamento europeo ha approvato il regolamento sulle nuove tecniche genomiche (NGT), in Italia (e soltanto in Italia) chiamate impropriamente TEA (Tecniche di Evoluzione Assistita). 

Di cosa si tratta ne avevamo parlato in un articolo precedente[i] e qui ricordo soltanto che un argomento centrale nella narrazione delle NGT è che, a differenza dei vecchi OGM che si ottenevano inserendo in una specie uno o più geni di specie diverse (il processo si chiama transgenesi), nelle NGT il gene o i geni provengono dalla stessa specie (il processo si chiama cisgenesi) e quindi vengono definiti prodotti naturali[ii].

In questo articolo ci proponiamo di mettere a confronto le promesse con cui le NGT erano state presentate, e che i lettori possono ritrovare nei siti delle varie associazioni di categoria, con ciò che è in corso d’opera.

Le promesse

Si tratta di promesse molto allettanti perché si va da “I nuovi OGM sono cruciali per affrontare le grandi sfide della transizione green e rappresentano per l’agricoltura uno strumento indispensabile contro le malattie delle piante e i cambiamenti climatici[iii], a “Abbiamo bisogno di risposte reali per contrastare gli effetti del cambiamento climatico, sostenere la crescita della produzione agricola italiana, tutelare il reddito dei nostri agricoltori e contribuire alla sicurezza alimentare globale”[iv] a “le potenzialità delle TEA all’interno di un contesto agricolo italiano – sempre più messo a dura prova dagli effetti del cambiamento climatico e dalla necessità di migliorare la resistenza alla siccità e alle avversità, assicurando al contempo qualità e produttività più elevate”[v] e infine a “Il via libera alla nuova genetica green NO OGM permetterà di selezionare nuove varietà vegetali, con maggiore sostenibilità ambientale, minor utilizzo di input chimici, ma anche resilienza e adattamento ai cambiamenti climatici, nel rispetto della biodiversità e della distintività dell’agricoltura italiana ed europea“[vi].

I fatti

Ancora prima che il Parlamento Europeo li approvasse, enti privati e ricercatori pubblici avevano cominciato a lavorare sulle NGT. Al momento di scrivere, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha approvato la richiesta per la sperimentazione in campo di 10 NGT[vii] che comprendono quattro NGT di pomodoro, tre di vite, una di melanzana, una di riso e una di melo.

Una prima informazione interessante che emerge dalle schede di notifica (i documenti che richiedono l’autorizzazione alla sperimentazione) è che di queste 11 NGT1, soltanto il melo Gala+ è stato ottenuto per cisgenesi. Le altre 10 sono state ottenute disattivando uno o due geni con la tecnologia CRISPR/Cas9, una tecnologia ancora molto discussa soprattutto perché provoca cambiamenti nel DNA imprevedibili, incontrollabili e diversi da quelli intenzionali, come discusso in molte pubblicazioni anche recenti su riviste autorevoli[viii].

La seconda informazione è che la disattivazione di geni mira ad una gamma di obbiettivi che vanno dalla “minore suscettibilità” alla peronospora nel pomodoro San Marzano e nelle tre viti, alla resistenza all’orobanche nel pomodoro ORTOevo1, alla resistenza al brusone nel riso (problema già risolto in Cina oltre 20 anni fa con l’uso di miscugli[ix]) ma anche ad un accumulo di vitamina D3 nel pomodoro Sunshine 2, ad una modifica del profilo fenolico nel pomodoro Sunshine 1, alla assenza parziale o totale di semi nella melanzana melAUCSIA (la richiesta per la sperimentazione di questo NGT1 è stata respintavii),  e al ridotto imbrunimento della polpa nella melanzana IMBRUmel. Del cambiamento climatico non si parla piu nelle schede tecniche e la resistenza alla siccità, peraltro studiata in laboratorio – una cosa alla quale nel miglioramento genetico non crede più nessuno – compare nella scheda tecnica del pomodoro San Marzano citato prima.

Negli ultimi mesi sono comparsi diversi articoli scientifici – citiamo soltanto i quattro più recenti[x],[xi],[xii],[xiii] – che parlano di metodi per consentire, l’uso del metodo CRISPR/Cs9, che ricordo è il metodo usato per produrre 9 dei 10 NGT1 attualmente in corso di sperimentazione in Italia, senza che si introducano transgeni, facendo sorgere grossi dubbi visto l’uso del termine transgene, che aperta la porta alle NGT, dalla finestra rientrino anche i vecchi OGM.


[i] https://www.demeter.it/archivio-generale/agricoltura-e-scienza-ceccarelli/

[ii] https://www.crea.gov.it/documents/20126/0/Miglioram+genetico+-+TEA.pdf/7254dc0e-99a2-be57-d553-e2abfcc5b9d7?t=1618841051694

[iii] https://www.cia.it/news/notizie/nuove-tecniche-genomiche-cia-con-intesa-odierna-stop-a-equivoci-sulle-tea-svolta-storica-per-agricoltura/

[iv]https://umbrianotizieweb.it/economia/53123-tecniche-di-evoluzione-assistita-tea-bene-il-voto-all-unanimita-in-ix-commissione-senato-accoglie-le-richieste-di-confagricoltura-a-favore-di-ricerca-e-competitivita-del-settore-primario/

[v] https://www.crea.gov.it/-/le-tea-le-nuove-tecniche-genomiche-per-l-agricoltura-italiana-servono-davvero-

[vi] https://www.agricultura.it/2024/02/07/tea-coldiretti-da-nuova-genetica-maggiore-sostenibilita-ambientale-ma-anche-economica/

[vii] https://bch.mase.gov.it/index.php/it/?view=article&id=435&catid=15

[viii] Smith QM, et al. 2026. Structural basis of supercoiling-induced CRISPR–Cas9 off-target activity. Nature 653, 627–635 https://doi.org/10.1038/s41586-026-10255-7

[ix] Zhu Y, et al. 2000. Genetic diversity and disease control in rice. Nature 406: 718–722

[x] Yarra R, Krysan PJ. 2025. Generation of transgene-free genome-edited carrot plants using CRISPR/Cas9-RNP complexes. Plant Cell Rep 44, 107. https://doi.org/10.1007/s00299-025-03499-6

[xi] Shi L, et al. 2025. Development of novel transgene-free high-oleic peanuts through CRISPR-Cas9-mediated gene editing of two AhFAD2 homologues. Plant Biotechnol. J, 23, 4618-4620. https://doi.org/10.1111/pbi.70256

[xii] Cai R. et al. 2025. CRISPR/Cas system-mediated transgene-free or DNA-free genome editing in plants. Theor Appl Genet 138, 210 (2025). https://doi.org/10.1007/s00122-025-04990-0  

[xiii] Nagalakshmi U. et al. 2026. High-efficiency, transgene-free plant genome editing by viral delivery of an engineered TnpB. Nature Plants 12, 503–511 (2026). https://doi.org/10.1038/s41477-026-02237-4

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Leggi anche:

“Contro l’uniformità: come le popolazioni evolutive sfidano OGM e multinazionali dei semi”

“Agricoltura: l’era della scienza che contraddice la scienza”

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