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Pasqua, il risveglio della vita

Pasqua, il risveglio della vita

17 Marzo 2026

di Fabio Fioravanti

Con l’arrivo della primavera assistiamo alla rinascita della Natura ed al rinnovamento della vita. Si tratta della fase di cambiamento più importante dell’anno, rappresentando una sorta di fulcro del calendario definito dal periodo pasquale. È un nuovo inizio, con la Natura che si apre e si rinnova manifestandosi nella fioritura delle piante, con la ripresa vegetativa di erbe, arbusti ed alberi. Il processo di fioritura rappresenta il massimo grado di sviluppo e di perfezionamento della pianta che avviene nella luce e nell’aria. Il fiore è ciò che si affranca dall’elemento terrestre pesante e caotico.

Già Goethe faceva notare come il massimo grado di organizzazione e complessità del vegetale lo si ottenga nel fiore proprio grazie alla luce. La fioritura si manifesta sulla base del fatto che la pianta espelle i succhi imperfetti. Ciò genera il fiore. L’apice rappresentato dal fiore è la parte più evoluta e nobile della pianta che si dona al Mondo regalando bellezza e nutrimento. Una ascesa graduale verso mete superiori. Un processo di “purificazione” volto ad eliminare il materiale grezzo e imperfetto.

PASQUA, SIMBOLO DI RINASCITA E NUOVA VITA

Non a caso il “Calendario dell’anima” di Rudolf Steiner conta la prima settimana dell’anno a partire dalla Pasqua, segnando l’inizio del ciclo annuale proprio in occasione di questa ricorrenza. In questo calendario viene fornito un versetto per ogni settimana, per un totale di 52 versetti, con l’obiettivo di connettere l’interiorità umana all’atmosfera stagionale in modo da portare a coscienza i processi naturali che si svolgono attorno a noi durante l’anno, esprimendo la “qualità del tempo” nel susseguirsi delle stagioni ed il relativo riflesso sulla nostra anima.

La stessa origine etimologica del termine Pasqua sta ad indicare “passaggio, liberazione, passare oltre” poiché con l’Equinozio primaverile il Sole passa dallo Zodiaco meridionale a quello settentrionale determinando la vittoria definitiva della luce sulla tenebra: avendo superato l’oscurità e la “morte” invernale, la Natura risorge dando nuova vita alla materia. I frutti della Terra sono generati proprio grazie al Sole che infonde la sua energia nelle piante come «materializzazione dell’amore di Dio che si sacrifica per creare e rigenerare il Mondo. Diceva a questo proposito Simone Weil: Molti testi liturgici paragonano Cristo al Sole. Come infatti il Cristo s’incarna nell’eucaristia per essere mangiato da noi, così la luce del Sole si cristallizza nelle piante per essere mangiata da noi. Perciò ogni nutrimento è un’immagine del sacrificio per eccellenza, dell’Incarnazione del Cristo» (Calendario – A. Cattabiani – Oscar Mondadori).

Stefano Bernardelli, acquerello su carta
Stefano Bernardelli, acquerello su carta

L’Ulivo diviene uno dei simboli pasquali proprio perché “pianta di luce” (sempreverde) che condensa nel suo olio forze solari, mentre la colomba bianca rappresenta purezza e luminosità, ma soprattutto nella tradizione cristiana è associata allo Spirito Santo come emblema di immortalità che trionfa sulla realtà materiale, effimera e transitoria. Altra pianta solare per eccellenza e simbolo pasquale è la Palma, simbolo del Divino nel suo splendore, chiamata dai Greci phoìnix, come la fenice, l’uccello del Paradiso, che nasceva miracolosamente dalle sue ceneri.

È l’azione del Cosmo (Sole e Luna) che feconda l’elemento materiale terreno definendo l’unione di Cielo e Terra. Ritroviamo la rappresentazione simbolica di questa unione anche nella croce.

Si tratta di una ricorrenza che celebra in modo assoluto generazione e rigenerazione (resurrezione) della vita e della Natura. Nell’antico calendario romano, il primo mese dell’anno era marzo, dedicato a Marte, che in origine era una divinità agricola legata alla terra ed alla fertilità poiché in questo periodo riprendevano i principali lavori nelle campagne. Marte è comunque simbolo di forza vitale espansiva e propulsiva () caratteristica della stagione primaverile. Al netto delle reinterpretazioni e del crocevia di significati, secondo i calendari antichi avveniva il passaggio dal vecchio al nuovo anno proprio in occasione dell’Equinozio, passando dall’inverno alla primavera. Nel mito è anche il momento in cui Persefone abbandona l’Ade per ritornare dalla madre Demetra facendola rifiorire.

La Pasqua, dunque, cade nella prima domenica che segue la prima Luna piena successiva all’Equinozio primaverile, pertanto è subordinata ai due cicli solare e lunare, e non può avvenire prima del 22 marzo, né dopo il 25 aprile. Con la Pasqua si conclude un ciclo e se ne apre uno nuovo. Sono proprio le ceneri a rappresentare la fine ultima, ciò che resta di ogni organismo al termine del proprio ciclo vitale (ovvero la parte materiale priva di vita, il corpo fisico destinato a perire subendo degradazione e mineralizzazione) da cui il Mercoledì delle Ceneri che inaugura la fase che porta alla Pasqua, simboleggiando metaforicamente il trionfo della vita su decadenza e morte, e l’affermazione dello spirito sulla materia poiché le “ceneri” rappresentano appunto il destino ultimo, effimero e perituro della nostra componente materiale. È altresì un invito a non soffermarsi soltanto sulle forme materiali, ma più sulle cause di queste poiché nella vita terrena ci appaiono corpi fisici e cose, mentre anima e spirito restano celati. Possiamo proporci di scrutare anima e spirito, per quanto possibile, con l’occhio della visione interiore risvegliato dal suo letargo. Il Mercoledì delle Ceneri segna anche la fine di un ciclo annuale come preludio di un nuovo inizio poiché, come già ribadito, nei calendari antichi il nuovo anno iniziava in marzo (proprio in funzione dell’Equinozio e del risveglio della Natura).

Con la Pasqua si celebra ciò che per la vita è un imperativo: RIGENERARSI. Alludono proprio al rinnovamento della Natura diverse tradizioni precristiane. Lo stesso uovo pasquale è simbolo di nuova vita, e questa rigenerazione avviene grazie al moto solare in sinergia con il ciclo lunare. Si tratta di una ricorrenza solare-lunare che incarna tutta la forza vitale e dinamica della primavera. Il simbolo dell’uovo, inoltre, racchiude il germe della vita, della riproduzione, della continuità e quindi dell’immortalità. Nel simbolismo ermetico l’uovo, nella figura del tuorlo, è associato anche al “Sole interiore” che dimora in ogni individuo, che siamo chiamati a far sorgere e brillare.

«La resurrezione, il trionfo sulla morte, era essenzialmente il contenuto del pensiero pasquale, nella prima forma del cristianesimo, ancora sotto l’influsso della sapienza orientale. E, d’altra parte, possiamo vedere come sorgano in quell’epoca immagini che ci mostrano il Cristo-Gesù come il buon pastore, che veglia sul destino eterno dell’uomo, addormentato nella sua esistenza temporale.» Rudolf Steiner O. O. 203.

Questa fase di rinascita e rigenerazione può essere celebrata a più livelli, anche tramite un periodo preparatorio di purificazione dell’organismo necessario dopo la dieta invernale solitamente più ricca di grassi e proteine animali. Si tratta di un periodo preparatorio utile ad affrontare al meglio il cambiamento stagionale più rilevante dell’anno.

Questa fase avrebbe inizio già nel mese di febbraio, il quale è da sempre un periodo di purificazione del corpo: il nome del mese deriva appunto dal latino “februare” che significa purificare (si tratta di pratiche che hanno origini molto antiche). Anche il termine “febbre” avrebbe la stessa radice etimologica poiché grazie all’aumento della temperatura corporea si favorisce la sudorazione e la conseguente espulsione di tossine.

Il periodo di purificazione verrà ulteriormente definito poi dal Carnevale, il cui significato principale è legato all’addio alla carne (“carnem levare” come periodo di astinenza dalla carne in quanto fase di purificazione), festa popolare celebrata prima della Quaresima, che sancisce una sorta di “liberazione” dalla morsa e dai rigori dell’inverno celebrando un futuro luminoso, colorito e dinamico incarnato dall’imminente arrivo della fase primaverile/estiva. È il “caos” preludio di un nuovo ordine e nuova vita.

Quaresima che simboleggia i 40 giorni del Cristo nel deserto, rappresentando anche un invito alla conversione ed alla purificazione. È il preludio alla rigenerazione del Cosmo ed alla rinascita (o resurrezione) intesa anche come rinnovamento spirituale per la crescita e l’evoluzione interiore che, contestualmente, può essere favorita da pratiche meditative [1], [2], [3], [4], [5].

Quello dei 40 giorni è un periodo di tempo che ritroviamo spessissimo nelle Sacre Scritture, e non solo, periodo che riporta al numero 4 che è associato a grandezza, moltitudine e compiutezza in relazione al mese lunare (con le sue 4 fasi o 4 settimane) come unità di misura del tempo, o periodo a sé con carattere di compiutezza che definisce l’apertura e la chiusura di un ciclo o intervallo (arco di tempo compiuto che realizza una fase).

Dunque il numero 40 è frutto di una metrica non casuale che sta ad indicare una relazione organica con i processi e i ritmi vitali, che scandisce l’avvicendamento tra una fase e la successiva. 40 settimane (circa) sono anche il periodo necessario per la gestazione.

Quest’anno la Quaresima ha inizio mercoledì 18 febbraio, che è il Mercoledì delle Ceneri, per terminare giovedì 2 aprile, con la Pasqua che verrà celebrata domenica 5 aprile. Già nella Roma antica, in prossimità dell’Equinozio, si osservava un periodo di purificazione e digiuno utile al distacco spirituale.

Anche presso altre culture veniva rispettato un periodo di purificazione (e sacrificio) per rinnovarsi e risorgere nel corpo e nello spirito.

LA DEPURAZIONE DEL CORPO

Il periodo di purificazione dell’organismo può essere favorito proprio da ciò che offre Madre Natura tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, con le tipiche erbe spontanee ad azione depurativa.

In questa epoca dell’anno è possibile effettuare la raccolta di specifiche erbe primaverili ad azione depurativa. Si tratta di erbe per le quali si raccolgono le rosette basali con l’obiettivo di utilizzarle poi nell’alimentazione al fine di depurare l’organismo, in particolare il fegato appesantito dalla dieta invernale. Le rosette basali sono foglie disposte a raggera caratteristiche dello sviluppo primaverile di molte erbe; su tutte vi sono le cicorie primaverili note per la loro azione depurativa e disintossicante. La flora primaverile ad azione depurativa (foglie) può essere rappresentata principalmente dal Tarassaco, dalle Cicorie (soprattutto Cichorium intybus), dall’Ortica e dalla Piantaggine. Troviamo numerose ricette a base di erbe spontanee che appartengono proprio alla tradizione rurale e contadina più remota che un tempo erano espressione diretta dei vari territori a livello locale. Altre piante che possono essere usate invece per la depurazione in fitoterapia sono le seguenti (solo per citarne alcune):

  • Il Carciofo (Cynara scholymus), che agisce come regolatore del flusso biliare ed epatoprotettore.
  • La Fumaria (Fumaria officinalis), che dispone di proprietà regolatrici sul flusso biliare.
  • Il Cardo mariano (Silybum marianum) i cui frutti hanno un’azione epatoprotettrice.
  • Aloe vera, ad azione depurativa e immunomodulante.
  • Il Frassino (Fraxinus excelsior) ad azione depurativa ed anti-infiammatoria.
  • L’Equiseto, o Coda cavallina (Equisetum arvense), ad azione drenante renale e rimineralizzante.
  • La Bardana (Arctium lappa), che svolge azione drenante a livello cutaneo (eczema, acne, dermatite seborroica, dermatiti in genere).
  • Viola del pensiero (Viola tricolor), che svolge azione depurativa e anti-infiammatoria.

Un motivo in più per inserire queste specie vegetali all’interno del proprio organismo agricolo biodinamico, e usufruire delle loro proprietà utilizzando materia prima sana e vitale. Si tratterebbe di creare una biodiversità funzionale, utile appunto per chi voglia allestire rimedi fitoterapici (a cominciare da infusi e tisane) oppure per chi voglia praticare la cosiddetta “fitoalimurgia” (cioè l’uso di piante spontanee a scopo alimentare). Per quanto riguarda posologia, utilizzo, caratteristiche e proprietà fitoterapiche si rimanda il lettore al testo di Enrica Campanini “Un aiuto dalla Natura” (Tecniche Nuove) ed al testo di Karin Mecozzi “Ars herbaria – Piante medicinali nel respiro dell’anno” (Natura e Cultura Editrice).

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