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La Luna che influenza e il suo fascino senza tempo

La Luna che influenza e il suo fascino senza tempo

27 Novembre 2025

di Fabio Fioravanti

Fin dalla preistoria il genere umano ha manifestato un notevole interesse verso il Cielo stellato, arrivando anche a sviluppare osservazioni e calcoli molto articolati che hanno dato origine a svariati sistemi di misurazione del tempo. Dalle comunità neolitiche, fino all’Epoca romana, passando per i Sumeri e gli antichi Egizi, sono stati elaborati calendari solari, calendari lunari ed anche luni-solari la cui funzione principale era quella di scandire e misurare il tempo sociale e rituale, ma soprattutto, coordinandosi con i ritmi naturali delle stagioni, questi calendari avevano la funzione di regolare e definire le principali attività agricole inserendosi al meglio all’interno dei cicli della natura. Fra le diverse Costellazioni e i vari Astri che dominano il Cielo, la Luna ha sempre avuto un ruolo molto speciale già in epoche remote, anche se la sua importanza, ovviamente, si spinge molto oltre questi aspetti arrivando ad interessare ambiti come la mitologia, il simbolismo tradizionale, il paganesimo, l’archeoastronomia e altro ancora. La Luna fu cruciale per l’umanità essendo stata fondamentale per le prime misurazioni del tempo da parte delle società primitive, per le quali era espressione simbolica dell’unità cosmica.

Bastano alcune semplici considerazioni etimologiche, mirabilmente offerte da Arturo Reghini (1878-1946), per comprendere la sua importanza e la sua influenza: «La filologia e la storia si accordano nel mostrarci che il mese lunare veniva anticamente preso come unità di misura del tempo, tanto da parte di popoli parlanti linguaggi indoeuropei che da parte di popoli parlanti linguaggi semitici. In latino la parola mensura, misura, è connessa alla parola mensis, il mese, e la stessa radice figura in greco in mén = mese e méne, Luna. Nell’odierno inglese voci affini, moon e month, servono ad indicare rispettivamente la Luna ed il mese. Ora il periodo lunare presenta quattro fasi, che si prestano facilmente ad essere prese come unità di misura; ed in tal caso, prendendo cioè la settimana per unità di misura del tempo, dopo quattro settimane il ciclo delle fasi lunari viene ad essere concluso, e quindi il numero quattro che chiude il ciclo costituisce una nuova unità, di ordine superiore, il mese, ed ha perciò un carattere di compiutezza, di periodo a sé».

Quale possa essere stata l’influenza della Luna sulla psiche umana ci viene suggerita dalla parola pensiero (da pondus = peso, pensare = pesare), che porta discorsivamente alla ponderazione, alla misura (mensura, da mens, la mente, legato a mensis, il mese, e quindi alla Luna, che non dà luce propria, ma riflessa, la riflessione).

Ancora l’etimologia ci fornisce riferimenti utili per comprendere la grande considerazione che gli Antichi riponevano nella sfera celeste, con il termine “disastro” che sta ad indicare un evento che si discosta e si dissocia dall’ordine dettato dagli Astri (dis-astro), un avvenimento che non si svolge in linea e sintonia con l’ordinamento celeste (astri), da cui scaturiscono sciagure e avversità.

Potremmo davvero scrivere pagine e pagine sull’influenza esercitata dal Cielo stellato sul genere umano, nel corso dei millenni, come esempio e modello di armonia, ordine e bellezza. Inoltre la conoscenza del ciclo solare e di quello lunare contribuì proprio alla nascita ed allo sviluppo dell’agricoltura.

LA VENERE DI LAUSSEL

Merita una citazione la Venere di Laussel come emblema lunare di vita e fertilità, e connessione con la sfera femminile. In questa immagine si può distinguere una donna che regge un corno con la mano destra, mentre l’altra mano è riposta sul ventre. È stato osservato che il corno porta incise 13 tacche che collegano questa raffigurazione al ciclo lunare in relazione alla fertilità femminile. L’ipotesi più diffusa è che il manufatto costituisca un calendario lunare con 13 mesi da 28 giorni ciascuno. Un sistema che fornisce un anno di 364 giorni (in questo caso si tratterebbe del ciclo siderale della Luna, o mese siderale, che è differente dal ciclo sinodico).

Venere di Laussel

Si tratta di una scultura in bassorilievo su blocco di calcare ritrovata a Laussel, in Dordogna, Francia. Questo meraviglioso reperto è attribuito al Paleolitico Superiore (circa 25.000 anni fa). Senza dubbio una delle più antiche rappresentazioni nella quale si associano il femminile ed il ciclo lunare come fonti di vita e immagine di fertilità. È interessante notare anche l’impiego del corno come elemento simbolico di connessione tra Cielo e Terra, base dei cicli vitali. Risulta altrettanto interessante notare la connessione tra la Luna, il femminile ed il corno.

Questa figura ricorda e forse anticipa altre figure lunari mitologiche e divine come la Dea egizia Iside, essa stessa rappresentata con tanto di corna, Dea della vita, della guarigione, della fertilità e della magia (definita anche la Grande Madre), ma ricorda anche altre divinità come Venere e soprattutto GEA, Dea primordiale della Terra (nella mitologia greca, Dea primigenia dall’inesauribile forza creatrice considerata l’origine stessa della vita).

Nella Venere di Laussel la Luna assume una valenza simbolica di collegamento tra Cielo e Terra definendo un legame ed una relazione tra i ritmi cosmici e la vita.

RITMI LUNARI

In epoche passate era tenuta in grande considerazione l’influenza della Luna sui processi vitali, e i lavori agricoli erano marcati non soltanto dal ciclo solare ma anche da quello lunare. È interessante notare che la relazione tra Sole e Luna (con i rispettivi movimenti in relazione alla Terra) è stata sintetizzata nelle lancette dell’orologio, dove la lancetta delle ore rappresenta e riproduce il movimento del Sole, mentre la lancetta dei minuti ricalca il moto della Luna in relazione alle 12 Costellazioni dello Zodiaco che si trovano sullo sfondo (sul perimetro esterno o periferia). Il tutto come immagine e rappresentazione geocentrica, con il centro dell’orologio immobile che definisce il punto di osservazione, cioè la nostra prospettiva. Da tempo immemorabile si sapeva che la Luna e il Sole percorrevano lo Zodiaco dando la misura del tempo. Pertanto il movimento di questi due Astri viene riportato tal quale nell’orologio a lancette poiché nel periodo di tempo che la Luna impiega per attraversare tutte e 12 le Costellazioni abbiamo il Sole che ne ha percorsa soltanto una. Dunque l’ora (i 60 minuti) rappresenta un’unità di misura solare-lunare. Ed è questa unità di misura che viene presa in considerazione proprio per la dinamizzazione dei preparati da spruzzo.

Per fare un banale esempio in riferimento all’orologio come controimmagine del moto di Sole e Luna in relazione alla prospettiva terrestre, quando le lancette dell’orologio sono contrapposte abbiamo la Luna piena (ad esempio alle ore 6:00), mentre con le lancette congiunte vi è la Luna nuova (ore 12:00).

Non si tratta solo di suggestione, ma si tratta di trovare un accordo con quelli che potremmo definire “i direttori dell’orchestra” che forniscono ritmi e impulsi necessari per lo svolgimento di tutti i processi vitali, e stabilire una sintonia con l’ordinamento celeste il quale governa e regola tutti i cicli biologici basilari. Il Sole, fino a prova contraria, rappresenta il motore della vita generando luce, calore ed energia; con la sua forza vitale è il grande plasmatore della materia del Mondo. Ma anche l’influenza della Luna non va affatto trascurata nella sua relazione con le 12 Costellazioni dello Zodiaco, poiché durante il suo cammino celeste intreccia e compone creando collegamenti tra le Stelle e la Terra. Già in epoche remote erano la Luna ed il Sole a definire l’avvicendamento e la durata dei giorni, dei mesi e degli anni essendo i Pianeti più potenti e rilevanti, oltre a scandire le principali festività e ricorrenze annuali (si pensi solo all’origine di festività come Pasqua e Natale).

La rilevanza del numero 12, pertanto, nasce proprio dalla relazione tra il moto solare ed il moto lunare (il 12 come unità in grado di esprimere perfezione e armonia, nonché simbolo di ordine cosmico). Un modello di armonia verso il quale tendere. Dunque il movimento del Sole e della Luna in relazione alla Terra segue una proporzione di 1:12 (12:144). Più precisamente, a definire questo rapporto sarebbe il ciclo sinodico della Luna della durata di 29 giorni e mezzo (circa)*. Si tratta ovviamente di proporzioni indicative che hanno comunque fatto da riferimento nella misurazione del tempo e nella definizione dei calendari che si sono susseguiti nel corso dei millenni.

La fascia zodiacale e la sua suddivisione in 12 parti è comunque determinata dal percorso della Luna in un mese e dal cammino del Sole in un anno. Più in generale, il tracciato dei Pianeti mobili è ciò che definisce l’eclittica (che fa da sfondo ai loro itinerari), al netto delle differenze tra astronomia e astrologia.

Si potrebbe aprire una lunga digressione sulla presenza e sul significato di questi numeri all’interno delle Sacre Scritture, ed anche sul fatto che hanno ispirato architetture, geometrie e forme di siti megalitici, templi sacri e altri luoghi di culto con l’obiettivo di ricreare l’ordine celeste definendo l’unità di Cielo e Terra. Il 12 è un numero che, a modo suo, rappresenta il ciclico rinnovamento della vita nel corso dell’anno, ma è anche manifestazione dell’unità degli elementi matematici, naturali e cosmologici.

Si riporta solamente una breve citazione tratta da “L’alfabeto scende dalle Stelle” di Giuseppe Sermonti (MIMESIS): «…vista dalla particolare prospettiva terrestre, se la Terra non avesse la Luna, la percezione terrena del cielo sarebbe stata privata di un indice di lettura delle Costellazioni disposte sull’eclittica, quelle che sarebbero divenute i dodici segni dello Zodiaco, i dodici apostoli del Sole.»

Purtroppo l’iper-razionalismo dominante, al quale manca una visione unitaria del Creato, non accetta e non favorisce la contemplazione del Cielo con la sua bellezza, ma forse è giunto il momento di sollevare lo sguardo verso orizzonti più elevati tornando anche ad ammirare il Cosmo e le Stelle con il loro splendore come esempio di armonia ed eleganza (dal greco Kòsmos che sta ad indicare ordine, ornamento, armonia ed eleganza). Di fatto, lo Zodiaco rappresenta la relazione della Terra con il Cielo delle Stelle fisse.

Quelle che vengono percepite come parti distinte e diverse del Creato sono in realtà strettamente interconnesse tra loro formando un unico organismo. È questo approccio, e questo tipo di sguardo, che ci dovrebbe stimolare nell’agire e nel pensare, anche nella pratica agronomica.

IL CALENDARIO BIODINAMICO

Grazie all’attività di ricerca e studio svolta da Maria Thun (1922-2012) nel corso di decenni è stato possibile definire gli effetti dei ritmi cosmici sulle piante. Le sue esperienze rivelatrici hanno messo in evidenza l’effetto delle Costellazioni quando davanti ad esse vi è la Luna (o altri Pianeti in posizioni particolari). Il suo lavoro è divenuto oggetto di ricerca anche a livello scientifico in diverse parti del Mondo [1] [2] [3] [4] [5] [6]. È il frutto di una comprensione olistica dell’influenza dei cicli lunari sui sistemi naturali. La Luna è ciò che fa da ponte e collegamento tra l’impulso fornito da una determinata Costellazione e la Terra, creando una sorta di connessione.

Bisogna precisare che si tratta di astronomia e non di astrologia (sono due ambiti ben diversi), ed occorre specificare che l’influenza sulle colture di Costellazioni e Pianeti è tanto maggiore e significativa quanto più abbiamo un suolo sano e vitale (biologicamente attivo e ricco di humus) unitamente ad una genetica integra da parte del seme o della pianta. Dunque un organismo geneticamente modificato (OGM), così come la maschiosterilità citoplasmatica (CMS), definiscono condizioni genetiche che rendono le piante meno sensibili a determinati impulsi. La stessa cosa, ovviamente, vale anche per le nuove tecniche genomiche (NGT o TEA). Le attività di ricerca che mirano a screditare la validità del calendario biodinamico molto spesso presentano lacune proprio nei materiali e nei metodi e, contestualmente, non sarebbero inserite all’interno di un adeguato contesto organico-olistico.

Il calendario biodinamico prende in considerazione principalmente il moto lunare in relazione alle 12 Costellazioni dello Zodiaco, senza tralasciare però gli altri Pianeti del sistema solare e la loro posizione reciproca. Si tratta di uno strumento che può offrire vantaggi e benefici, soprattutto se ben utilizzato, frutto di un approccio ecologico integrale dove i singoli componenti fanno parte di un sistema unificato, o stato di unità a cui apparteniamo, del quale non abbiamo coscienza. È un mezzo per entrare in risonanza con uno specifico impulso che potrà stimolare al meglio la formazione di un determinato organo vegetale (radice, foglia, fiore, frutto/seme), e strumento utile anche per pianificare al meglio trapianti, potature o altri interventi di vario genere come l’uso dei preparati biodinamici ma anche operazioni come l’irrigazione o l’impiego di rimedi per il controllo delle patologie.

*Il ciclo sinodico è l’intervallo di tempo che va da una Luna nuova a quella successiva.

 

Fonte immagine Venere di Laussel: https://bit.ly/4ilkDU4

Fonte immagine della Luna: https://bit.ly/3XRH21N

 

 

La Luna che influenza e il suo fascino senza tempo
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