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L’uso delle erbe in agricoltura biodinamica

L’uso delle erbe in agricoltura biodinamica

20 Agosto 2025

di Fabio Fioravanti

Il Regno vegetale e quindi le erbe offrono risorse e strumenti vari da impiegare come mezzi e rimedi utili in agricoltura, da allestire e utilizzare in base a esigenze e necessità varie. Si possono preparare macerati, tisane e decotti per uso agricolo che possono svolgere funzione insettifuga, anticrittogamica (preventiva), corroborante e nutritiva.

In base alla modalità di allestimento di questi estratti, e sulla base del tipo di pianta utilizzata, si possono ottenere rimedi e strumenti utilizzabili in vario modo. Va detto anche che l’impiego di specie come l’Ortica e l’Equiseto, o la corteccia di Salice, è consentito come “sostanza di base” ai sensi del regolamento CE 1107/2009 e del documento SANCO/11809/2016.

Al di là dei mezzi tecnici che possono essere allestiti e utilizzati con varie modalità, occorre sottolineare l’importanza ed il valore della vegetazione spontanea anche come risorsa utile, e non solamente come un nemico che non dà frutti o reddito, il quale interferisce negativamente con il lavoro dell’agricoltore. A tal proposito occorre sottolineare che molte piante spontanee offrono nutrimento e ospitalità ad un gran numero di insetti e organismi utili (piante nutrici). Lo stesso concetto di “organismo agricolo biodinamico” implica e prevede la valorizzazione e l’impiego delle risorse presenti all’interno di una fattoria. Purtroppo l’impatto generato dall’agricoltura industriale (e non solo) ha determinato una riduzione della biodiversità contribuendo alla diminuzione del numero complessivo di specie vegetali all’interno degli agroecosistemi. Ciò si è verificato per cause dirette e indirette, attraverso l’eliminazione di alberi, arbusti e prati naturali (elementi considerati solamente come ostacoli per la produttività), e tramite un uso massiccio di sostanze azotate che ha favorito la vegetazione cosiddetta “nitrofila”, oltre alla contaminazione e alterazione dell’ambiente e dei terreni dovuta all’inquinamento (si tratta di cause selettive). Ciò è frutto di una agricoltura nella quale manca una visione di futuro, assoggettata e vincolata a parametri e indici di natura esclusivamente economica. Anche le monocolture hanno determinato una banalizzazione, una omologazione ed una semplificazione del paesaggio agrario con ricadute sfavorevoli sulla biodiversità.

Sulla base di questi fattori negativi l’agricoltura biodinamica si pone come rimedio e cura grazie alla rinuncia ai prodotti chimici di sintesi e tramite la valorizzazione della biodiversità. Non a caso i disciplinari Demeter prevedono che vi sia almeno il 10% della superficie agricola totale dedicata ad infrastrutture ecologiche come siepi, alberature, fasce boscate, prati fioriti etc.

È importante che l’ambiente possa tornare ad ospitare un maggior numero di specie vegetali che potranno eventualmente anche essere utilizzate e valorizzate appunto sotto forma di macerati, tisane, e decotti per uso agricolo. Va però sottolineato che l’efficacia di questi strumenti naturali dipende dall’applicazione e dalla realizzazione di una buona e sana agronomia complessiva di base (ripartendo dalla cura della fertilità organica e dagli equilibri naturali).

I MACERATI

Dunque tra i mezzi tecnici più diffusi e noti vi sono i macerati ottenuti dall’estrazione in acqua a temperatura ambiente di essenze come l’Ortica. La macerazione agisce portando sali minerali prontamente solubili e si avvicina di più alla consueta concimazione. È preferibile irrorare il macerato al piede della pianta, per via radicale. La macerazione preserva le sostanze termolabili (ad es. nel caso dell’Aglio), e trova comunque svariate applicazioni. La pianta normalmente più utilizzata per ottenere un macerato ad azione concimante e nutriente è l’Ortica, seguita dalla Consolida (Symphytum spp.). I macerati ad azione nutriente possono anche essere utilizzati per via fogliare opportunamente diluiti. Vi sarà in questo caso una risposta più rapida e immediata da parte di colture debilitate o stressate che necessitino di aiuto.

Si può utilizzare anche l’Aglio come macerato il quale svolge invece funzione antibatterica, antifungina e insettifuga, mentre con il macerato di Assenzio (Artemisia absinthium) si può ottenere un rimedio ad ampio spettro contro vari fitofagi grazie al contenuto di terpeni, tannini, sostanze amare e resine. Si usa la parte aerea (fusto, foglie, fiori) e va raccolto prima della piena fioritura.

LE TISANE

Con la tisana si agisce di più sulla parte aerea della pianta preferendo come via di azione la stimolazione fogliare (parte epigea).

Nell’allestimento di questo rimedio non bisognerebbe superare la temperatura di 80-90°C (circa). È sempre consigliabile l’uso di un coperchio durante la fase di estrazione fino a raffreddamento ultimato. Tempo medio indicativo di infusione da 5 a 20 minuti circa, in base al tipo di pianta e organo vegetale (radice, foglia, fiore, frutto/seme/bacca). Oltre alla già citata Ortica si possono impiegare numerose altre essenze come, ad esempio, i fiori dell’Achillea, del Tarassaco o della Camomilla, oppure la corteccia dei rami di Salice. Quest’ultima svolge una funzione preventiva antimicotica.

I DECOTTI

La decozione si rende necessaria nel caso di strutture vegetali coriacee e resistenti che necessitano quindi di una prolungata estrazione a caldo da svolgere in acqua bollente (sobbollire a fiamma bassa). È principalmente il caso dell’Equiseto, utilizzato per allestire il più classico dei rimedi preventivi antifungini. Oltre a questa specie si può utilizzare la decozione anche nel caso della corteccia di Quercia, oppure nel caso della radice di Tarassaco. La corteccia di Quercia contiene tannini, ossalato di calcio e resine che la rendono utile come antibatterico e antifungino naturale, mentre la radice di Tarassaco è ricca di composti organici utili per stimolare la naturale vitalità di suoli stressati o degradati (da utilizzare in primavera).

Ovviamente ognuno di questi e altri rimedi dovrà essere allestito e utilizzato in modo corretto, nel momento più idoneo, in relazione al contesto ed alle necessità del caso.

Questi ed altri estratti vegetali possono essere utilizzati in miscela con argille o polveri di roccia, o altri mezzi tecnici, al fine di ottenere una azione sinergica utile a migliorare l’efficacia del rimedio.

Il presente scritto vuole essere solamente un contributo stimolante e non esaustivo in relazione alle molteplici possibilità operative ed alle necessità delle realtà produttive presenti nelle diverse Regioni italiane.

 

L’uso delle erbe in agricoltura biodinamica
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