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La tecnica del sovescio, la concimazione verde

La tecnica del sovescio, la concimazione verde

15 Aprile 2025

di Fabio Fioravanti

Uno degli obiettivi principali dell’agricoltura biodinamica prevede il miglioramento delle caratteristiche complessive del terreno attraverso una serie di pratiche agronomiche utili a favorire la miglior condizione del suolo. È importante che il terreno sia sciolto, friabile e dotato di buona capacità di drenaggio. Questo fattore semplifica il lavoro dell’agricoltore offrendo anche notevoli benefici di natura ambientale, ecologica ed agronomica.

A tal proposito, una delle pratiche più indicate è senza dubbio quella del sovescio tramite l’impiego di piante in grado di “lavorare” il suolo in maniera naturale e al tempo stesso anche efficace. Vi sono diverse specie utilizzabili nelle miscele da sovescio in grado di fessurare e decompattare il terreno in profondità, e uno dei generi più apprezzabili è rappresentato senza dubbio dal Rafano (Raphanus spp.).

Nelle immagini è possibile apprezzarne lo sviluppo radicale, fino a 160 cm di profondità, ed anche lo sviluppo di biomassa sotterranea in quantità.

Sovescio-Demeter-Italia

(Fonte immagine: Wageningen University & Research Image Collections) 

Questa pratica permette di ridurre la meccanizzazione a vantaggio del bilancio energetico, ma soprattutto consente di “portare vita al vivente” in sintonia con gli equilibri naturali assecondando il cosiddetto ciclo del carbonio (uno dei cicli biogeochimici fondamentali).

I risultati migliori si ottengono con i sovesci autunno-primaverili, cioè seminati durante l’autunno. Con la semina autunnale si favorisce il miglior sviluppo radicale favorendo l’apporto di sostanza organica anche negli strati più profondi del suolo, ma soprattutto si favorisce un’azione più intensa delle radici per quanto riguarda la fessurazione e la lavorazione del terreno anche in profondità.

Questi vantaggi agronomici si traducono nel miglioramento del drenaggio, in caso di forti precipitazioni, ed anche in una maggiore ritenzione idrica in caso di siccità; grazie all’apporto di carbonio organico il suolo può trattenere maggiori quantitativi di acqua rispetto a terreni dove la sostanza organica risulta invece carente.

Esistono diverse modalità di gestione dei sovesci, ma il ricorso a piante come il Rafano può offrire davvero notevoli vantaggi. La miglior tipologia di sovesci è quella costituita da più specie differenti (sovesci plurispecie).

Sovescio-Demeter-Italia-Fabio-Fioravanti

Le principali famiglie botaniche che caratterizzano le miscele da sovescio sono le Leguminose, le Graminacee e le Crucifere. Il Rafano appartiene a quest’ultima famiglia, e dispone di radice fittonante che penetra il terreno in profondità arieggiandolo e dissodandolo. In questa rappresentazione è possibile mirare lo sviluppo e l’architettura dell’apparato radicale di Raphanus sativus var. longipinnatus.

Questi sono solamente alcuni dei principali vantaggi offerti dal sovescio, che può essere gestito in vari modi a seconda del contesto produttivo e degli obiettivi specifici.

È interessante notare lo sviluppo e l’architettura radicale di altre specie che possono favorire la “lavorazione” e la strutturazione del suolo anche in profondità. Si tratta della Segale e del Triticale che possono raggiungere rispettivamente i 120 ed i 160 cm di profondità (vedere immagine) sviluppando apparati radicali fascicolati in grado di fessurare il terreno in maniera ottimale evitando altresì fenomeni erosivi che si manifestano in caso di precipitazioni intense. Queste specie (Raphanus sativus, Triticale e Segale) sono tra le più indicate per ottenere i migliori risultati in merito al dissodamento di terreni compattati e asfittici. Ovviamente sarà necessario applicare anche altre attenzioni se vogliamo ottenere risultati ottimali in termini di struttura del terreno e fertilità organica (come lavorazioni del suolo appropriate gestite in modo corretto, uso del compost biodinamico, uso corretto dei preparati biodinamici etc.), ma la pratica del sovescio offre senza dubbio notevoli benefici e vantaggi.

Anche il sovescio, a sua volta, dovrà essere gestito in maniera corretta. È importante che la miscela del sovescio sia costituita da più specie differenti poiché ogni famiglia botanica dispone di peculiarità e requisiti specifici. La famiglia più nota e strategica è quella delle Leguminose per via del contributo in termini di fissazione dell’azoto; ma questa importante categoria di piante è centrale anche e soprattutto perché contribuisce ad esaltare l’azione dei preparati biodinamici potenziandone l’efficacia, mentre con le Crucifere si ottiene un notevole sviluppo di biomassa che andrà a favorire l’apporto di sostanza organica e la copertura ottimale del suolo, con conseguente azione ombreggiante che limita e riduce lo sviluppo della flora spontanea (le cosiddette infestanti).

Ovviamente si potrebbero riportare altri numerosi benefici offerti da queste ed altre categorie di piante, come il rilascio di essudati radicali che vanno ad alimentare microrganismi e lieviti utili che caratterizzano il microbioma del suolo (una rete viva che è frutto della connessione inscindibile tra suolo e piante).

La stessa gestione del sovescio si può davvero prestare a svariate modalità operative in funzione delle tempistiche di semina e di interramento (o meno), oppure in relazione al tipo di piante utilizzate in base al contesto.

Va comunque sottolineato che in ogni caso sarà fondamentale curare al meglio la fase di preparazione del letto di semina, e la semina stessa, per ottenere i migliori risultati sperati poiché certi dettagli possono davvero fare la differenza, avendo anche cura di scegliere semente che sia valida e vitale.

La tecnica del sovescio, la concimazione verde
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