Skip to main content
I costi nascosti del sistema agroalimentare industriale

I costi nascosti del sistema agroalimentare industriale

20 Dicembre 2024

I sistemi agroalimentari globali hanno costi nascosti non immediatamente constatabili, ma che a lungo termine lasciano un segno evidente sull’ambiente e sullo stato della salute delle persone. Parliamo di un conto da 12mila miliardi di dollari l’anno, che incide soprattutto sulla spesa sanitaria. Circa il 70% dei costi, 8.100 miliardi di dollari, è infatti collegato all’incremento di patologie connesse all’alimentazione, pericolose malattie non trasmissibili (MNT) come le malattie cardiovascolari, neoplasie e diabete.

È quanto emerge da uno studio dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), a cui hanno partecipato 156 paesi, presentato nell’ambito del rapporto sullo Stato dell’alimentazione e dell’agricoltura 2024 (SOFA).

LO STUDIO

Dal rapporto emerge chiaramente che nei sistemi agroalimentari più industrializzati dei paesi a reddito medio-alto e alto, i costi nascosti globali scaturiscono in gran parte dai costi legati alla salute e, a seguire, dai costi nascosti dell’impatto ambientale. Nell’esaminare le ripercussioni sulla salute, il rapporto individua 13 fattori di rischio alimentare, tra cui una dieta povera di cereali integrali, frutta e ortaggi, un consumo eccessivo di sodio e l’elevata assunzione di carni rosse e processate nel sistema agroalimentare industriale. Nemico della salute è anche l’elevato consumo di zucchero, presente in molte bevande e negli alimenti prodotti industrialmente. Si prosegue con un eccesso di acidi grassi trans. Questi grassi, utilizzati per prolungare la vita dei prodotti industriali come snack dolci e salati, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità sono responsabili di almeno cinquecentomila decessi annui nel mondo.

Dati allarmanti che portano a riflettere su ciò che mangiamo e sull’importanza dell’origine e della tracciabilità dei prodotti. Le sostanze chimiche utilizzate nei sistemi agroalimentari e la lavorazione industriale aumentano i quantitativi di prodotto, ma non certo la qualità. E questo è un tema centrale per costruire un futuro fatto di salute e benessere.

Tutelando la qualità delle produzioni agricole a basso impatto ambientale e promuovendo una cultura alimentare attenta alla salute, come fa Demeter in tutto il mondo, è possibile agire sui costi nascosti del sistema agroalimentare industriale. Questo significa informare anche sui rischi legati al consumo di cibo ultraprocessato.

Il medico e divulgatore Chris van Tulleken, nel suo libro “Cibi ultra processati” ovvero “come riconoscere ed evitare gli insospettabili nemici della nostra salute” mette in guardia i consumatori. La maggior parte delle calorie che ingeriamo, spiega lo studioso, proviene da cibi ultraprocessati, cioè trasformati a livello industriale sostituendo gli ingredienti tradizionali con alternative più economiche e additivi che ne prolungano la durata di conservazione e creano dipendenza in chi li consuma. I cibi ultraprocessati sono alimenti insospettabili, spesso presentati anche come “sani”, che sempre più spesso finiscono sulle nostre tavole, con gravi conseguenze per la salute.

La produzione di alimenti davvero nutrienti, cioè capaci di apportare sostanze ed energia utili al nostro corpo, è strettamente connessa ai sistemi produttivi ed economici. Le scelte dei consumatori sono principalmente guidate dai prezzi bassi e dalle offerte, che facilmente nascondono insidie, e non sulla valutazione della qualità stessa del prodotto.

LE TRACCE PER CAMBIARE

Il tema del vero costo degli alimenti è stato anche affrontato da Eduardo Cuoco, direttore di IFOAM Organics Europe, la Federazione internazionale dei movimenti per l’agricoltura biologica, in una recente intervista rilasciata a Demeter Italia. Per fare comprendere qual è il vero costo del cibo Cuoco fa l’esempio della Danimarca, dove negli anni gli investimenti sulle mense pubbliche bio è pian piano cresciuto dimostrando un concreto risparmio in cure sanitarie.Costi-nascosti

“In Danimarca – ha precisato Cuoco nell’intervista – per ogni euro investito in una mensa bio (il 90% delle mense danesi), il governo risparmia 36 euro. Da quando hanno aumentato la percentuale di bio nelle mense, i danesi hanno ridotto l’obesità e alcune malattie metaboliche che affliggevano i loro frequentatori. Gli utenti mangiano alimenti più sani e si ammalano meno. Il risultato è un ritorno sugli investimenti, perché tra le spese da considerare ci sono anche quelle sanitarie”. Da qui la richiesta a gran voce da parte di IFOAM che il biologico – trasformato o fresco – sia a Zero Iva, in modo che il consumatore possa trovare prezzi più bassi.

CONTABILITÀ DEI COSTI EFFETTIVI

Insomma, per promuovere un cambiamento virtuoso è necessario allontanarsi da misurazioni di indicatori economici come il PIL per introdurre una contabilità dei costi effettivi, capace di considerare anche i costi nascosti. E l’approccio è anche quello auspicato dal rapporto presentato dalla FAO, che invita a riflettere su una trasformazione dei sistemi agroalimentari ispirata da valori come la sostenibilità, la resilienza, l’inclusione e l’efficienza. Tra le principali raccomandazioni inserite nel rapporto troviamo: l’erogazione di incentivi finanziari e normativi per promuovere l’adozione di pratiche sostenibili lungo la filiera alimentare e per limitare gli squilibri di potere tra gli attori dei sistemi agroalimentari; la promozione di un’alimentazione più sana, con l’attuazione di politiche che rendano più accessibili gli alimenti nutrienti, anche sotto il profilo economico, e che riducano i costi nascosti legati alla salute.

Un cambiamento invocato a livello istituzionale e internazionale, che spinge a considerare modelli di sviluppo più sostenibili, a mettersi in ascolto dell’agricoltura biologica e dell’agricoltura biodinamica, da sempre impegnata a salvaguardare le produzioni dalla contaminazione ambientale, a tutelare e promuovere la fertilità dei terreni senza l’uso di fertilizzanti sintetici e pesticidi chimici.

I costi nascosti del sistema agroalimentare industriale
Condividi su

Ti potrebbero interessare anche..