Skip to main content
Comunità biodinamiche Demeter crescono

Comunità biodinamiche Demeter crescono

14 Giugno 2024

di Tatiana Salsi

Le Comunità biodinamiche Demeter crescono e rafforzano i progetti di agricoltura biodinamica con la condivisione. A poco più di un anno dal loro battesimo ufficiale, gli aderenti a Demeter moltiplicano le loro esperienze in tutta Italia partendo dal loro territorio d’origine. Un’azione di tutela della qualità biodinamica che nasce all’interno dell’associazione e punta a rafforzare le produzioni, le relazioni, la conoscenza delle pratiche agricole e a presentarsi come realtà di promozione culturale.

Demeter Associazione Italia ha stilato un regolamento che, ispirato dal compito statutario di diffondere la qualità biodinamica delle produzioni agricole, ha dettato le linee guida per la creazione di aggregazioni regionali o multiregionali, nel caso di realtà ristrette di produttori. Le Comunità biodinamiche Demeter sono nate in sei regioni: Trentino-Alto Adige, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana e Abruzzo.

Ogni Comunità biodinamica ha lo scopo di sostenere i propri agricoltori e favorire: lo sviluppo di nuove interazioni sociali; la massima garanzia verso il consumatore della tutela della qualità Demeter; lo scambio di buone pratiche agricole e la diffusione di iniziative di formazione e divulgazione del metodo biodinamico; la creazione di occasioni di sviluppo, selezione e validazione delle conoscenze pratiche; la riunione in rete delle aziende aderenti. Non solo, perché il ruolo delle organizzazioni locali è di tipo culturale. Le Comunità hanno infatti anche l’obiettivo di sensibilizzare gli attori territoriali e gli enti pubblici nella valorizzazione dell’agricoltura biodinamica; di stimolare la creazione di percorsi culturali-esperienziali e turistici che mettano in luce il patrimonio agro-culturale del territorio, di coinvolgere e sensibilizzare gli istituti scolastici e i consumatori; stimolare la creazione di circuiti di produzione-vendita-consumo locale delle produzioni biodinamiche a marchio Demeter.

 Comunita-biondiamica-Demeter-Emilia-Romagna-standEnrico-Zagnoli-Comunita-Biodinamica-Demeter-Emilia-Romagna

L’ESPERIENZA EMILIANO-ROMAGNOLA

In Emilia-Romagna la Comunità biodinamica ha voluto festeggiare i cento anni di agricoltura biodinamica con un evento organizzato all’azienda agricola “Al di là del Fiume” di Pian di Venola, nel Bolognese. Lo scorso 9 giugno all’appuntamento non sono mancati gli stand di alcune aziende agricole della Comunità: l’Acetaia Guerzoni di Concordia sulla Secchia (MO) con l’aceto balsamico e i condimenti di uva e di mela; l’Azienda agricola Ferrarini Monica di Mirandola (MO) con i bibanesi alla cipolla, aglio e altre verdure di stagione; Tre Querce di San Tomé (RA) con noci e derivati; Zad Agro Dynamics di Castel di Casio (BO) con le cialde al grano saraceno, miele, noci e la bevanda all’olivello spinoso e miele.

Un passo importante e significativo per Giovanni Drei, il coordinatore della Comunità biodinamica dell’Emilia-Romagna.

Giovanni-Drei-Comunita-biodinamica-Demeter-Emilia-Romagna
Giovanni Drei, coordinatore della Comunità biodinamica Demeter Emilia-Romagna

“In più si lavora e più si crea – spiega Drei – e per questa ragione, nel futuro, l’ambizione è di estendere questa festa a più regioni, magari arrivando a organizzare una Festa nazionale della biodinamica, perché le eccellenze sono in tutta Italia”.

La storia della Comunità emiliano-romagnola, formalizzata grazie al regolamento Demeter, è cominciata circa quindici anni fa per volontà degli agricoltori, che sentivano la necessità di aggregarsi per confrontarsi. Oggi il gruppo ha un’identità strutturata e guarda ai progetti futuri.

“Il Consiglio Demeter – continua Drei – ci ha dato il quadro normativo per operare incrementando le possibilità di interazione. Così, nella primavera-estate 2023, siamo riusciti a riunire circa 40 aziende agricole, mentre molto più timido è stato il mondo della trasformazione. Fin da subito l’idea è stata quella di fare comunicare agli agricoltori e ai trasformatori le proprie esperienze. Un modo per replicare le cose che vanno bene ed evitare le cose che non vanno bene. A questo si aggiunge lo sviluppo delle relazioni. Le relazioni portano sempre nuove idee, modi di vedere le cose alternativi, che magari sono stati visti in una filiera piuttosto che in un’altra, quindi esportabili. Poi pensiamo che a livello di consapevolezza uno più uno faccia cinque e non due se si ha il giusto spirito”.

Alla domanda su cosa si aspetta dall’esperienza della Comunità biodinamica, Drei non ha dubbi: “Mi aspetto innanzitutto di unire l’Emilia con la Romagna, non perché ci siano delle divisioni, però la distanza può essere un ostacolo all’incontro, dato che siamo tutti oberati di lavoro. Se faccio l’incontro in Romagna vengono i romagnoli e se lo faccio in Emilia vengono gli emiliani. Bisogna partire piano piano, creare progetti che aggreghino e che poi facciano superare queste barriere”.

IL VALORE DELLA CONDIVISIONE

Danila-Mongardi-Comunita-biodinamica-Demeter-Emilia-Romagna
Danila Mongardi dell’azienda agricola Al di là del Fiume

A Pian di Venola i visitatori hanno scoperto cosa significhi esattamente parlare di biodinamica, hanno assaggiato i prodotti delle aziende agricole della Comunità, gustato le specialità di Al di là del Fiume, seguito un laboratorio dedicato agli alberi e ballato le danze popolari di “Fragole e tempesta” e il gruppo “La Galoppa”. Ciò che hanno potuto conoscere da vicino è la passione per la Natura degli agricoltori biodinamici. Un esempio è Danila Mongardi, la padrona di casa.

“La storia di Al di là del Fiume – spiega Danila – comincia nel 2005. Mio marito ed io arrivavamo da storie completamente diverse e non ci eravamo mai occupati della terra. Io ero un’educatrice e lavoravo con i tossicodipendenti, mentre mio marito costruiva tacchi per le scarpe da donna. Nel nostro percorso abbiamo cercato di unire le due caratteristiche principali della biodinamica: la fertilità della terra e il benessere dell’uomo. Io ho cominciato a studiare Steiner cercando di capire cosa intendesse con il benessere dell’uomo. Oggi produciamo vino e ortaggi, organizziamo weekend residenziali, trattamenti olistici, cerchiamo di coinvolgere i giovani realizzando quello che è un vero e proprio intreccio di esperienze: questa è la parola di chiave di tutto il nostro progetto”.

Danila è piena di entusiasmo, crede che solo mettendosi in gioco si possa crescere. E il suo sguardo è contagioso. Non c’è quindi da stupirsi del fatto che, non appena si è pensato all’organizzazione di un evento della Comunità biodinamica dell’Emilia-Romagna, lei ha reso subito disponibile la Foresteria di Al di là del Fiume.

“La comunità – precisa Danila – per tutti noi esprime al meglio l’idea di fertilità. Io avevo bisogno di sentirmi parte di un gruppo e di lavorare insieme per un fine comune: volevo essere un agente di cambiamento, parte attiva. Oggi Demeter sta lavorando in questo senso, vuole promuovere cultura. Ho saputo che nasceva una Comunità biodinamica in Emilia-Romagna e così ho detto: io ci sono. La giornata di oggi è anche per capire chi siamo, assaggiamo i prodotti e magari ci vengono idee, uniamo le forze. Vorrei che questo progetto stimolasse una riflessione: io che segno voglio lasciare su questa terra? Vedo il futuro come comunità”.

Comunità biodinamiche Demeter crescono
Condividi su

Ti potrebbero interessare anche..