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La Candelora, i ritmi vitali e il corso della Natura

La Candelora, i ritmi vitali e il corso della Natura

16 Gennaio 2025

di Fabio Fioravanti

L’agricoltura è un’attività strettamente correlata al ciclo delle stagioni, il quale è definito dal moto solare, che durante il suo percorso annuale scandisce la successione ritmica e ciclica di vita, morte e rinascita della Natura. Per questo motivo molte delle principali festività e ricorrenze annuali hanno una origine arcaica che affonda le proprie radici anche nel mondo contadino e rurale, avendo la funzione di scandire e celebrare il calendario esistenziale ed i lavori nei campi. Basti pensare che i primi calendari stellari avevano anche e soprattutto un utilizzo agricolo poiché la conoscenza del ritmo annuale di sviluppo delle piante, e di pratiche come semina e raccolto, era in rapporto diretto con la posizione degli Astri (principalmente Sole e Luna). Va sottolineato appunto che gli esseri umani osservano attentamente le Stelle da migliaia di anni, e non dovrebbe sorprendere che l’astronomia fosse considerata importante già in epoche remote. Fino a tempi relativamente recenti, la vita dipendeva dal prestare molta attenzione alle stagioni poiché tutte le risorse dipendevano da esse, almeno alle latitudini più elevate. Certe ricorrenze dunque sono il frutto di una connessione con i cicli ed i ritmi naturali che purtroppo si è smarrita nella moderna civiltà, ed avrebbero la funzione di esprimere il senso ed il significato di un determinato periodo stagionale, rappresentando simbolicamente le forze che sono in gioco in una particolare fase annuale. In tal senso si tratterebbe di cogliere e percepire una determinata atmosfera legata ad una particolare fase annuale, fino al punto di riconoscere connotati di natura spirituale (o significato superiore) come impronta delle forze che governano il vivente. Quest’ultimo aspetto era presente soprattutto nelle antiche civiltà.

È interessante notare appunto che l’origine etimologica del termine “anno” deriva da ànnus che significa cerchio o anello, in relazione alla circolarità del tempo e delle stagioni. Le principali festività avrebbero inoltre la funzione di marcare un determinato passaggio di stato all’interno della Natura riconoscendone le implicazioni e le sfumature.

Candelora-di-Stefano Bernardelli-Demeter-Italia

IL RISVEGLIO DELLA VITA

Una delle fasi più attese soprattutto in epoche passate, e per questo maggiormente celebrate, è connessa proprio al risveglio della vita successivo alla “morte” invernale; risveglio dovuto alla rinascita del Sole (in quanto principale motore della vita sulla Terra) segnata dal Solstizio invernale. Direttamente connessa a questo stadio di rinascita abbiamo dunque la Candelora, celebrata il 2 febbraio, che si trova perfettamente a metà tra il Solstizio d’Inverno e l’Equinozio di Primavera. È una fase di passaggio che anticipa l’arrivo della Primavera; anche se ci si trova ancora nel pieno della stagione invernale, da questo periodo è possibile intravedere l’arrivo del risveglio primaverile anche in virtù del prolungamento delle giornate. Ciò che era pienamente dormiente inizia dunque a dare segnali di risveglio e rinnovamento. La Candelora trae origine dalla festa celtica Imbolc, e vuole rappresentare le Divinità portatrici di luce che si manifestano tramite il fuoco, incarnazione terrena della forza solare (il fuoco illumina e riscalda). Qui la vita è celebrata nella sua natura celeste che si esprime con sostanza pirica. Il fuoco è quell’elemento che trasforma la materia e s’innalza dal basso verso l’alto. La sua azione si manifesterà con la rinascita primaverile della vita attraverso lo sviluppo e la fioritura dei vegetali, quando la natura si trasformerà appunto grazie al moto ascendente del Sole ed al suo calore sempre più intenso. Dunque la candela (da cui il termine Candelora) è assunta come simbolo di luce e calore. In Primavera si manifestano forze centrifughe così come avviene anche nella fiamma che si sviluppa in modo ascendente verso l’alto.  Mentre un antico motto alchemico recita che «vivere è assorbire luce» al fine di caratterizzare proprio l’importanza dell’attività solare. È altresì un invito a riflettere su come far vivere e nutrire la nostra luce interiore e illuminare il presente.  

Ciclo-annuale-Demeter-Italia

GLI USI DURANTE LA CANDELORA

La Candelora viene celebrata esattamente 40 giorni dopo il Natale, ed è anch’essa una ricorrenza legata alla luce. È un germe di ciò che si manifesterà, successivamente, nel corso dell’anno con la Pasqua e con San Giovanni (24 Giugno) attraverso il trionfo definitivo della luce sulla tenebra. L’origine arcaica della Candelora riporta altresì ad una fase di purificazione che anticamente era svolta nel mese di febbraio. Il nome del mese deriva appunto dal latino “februare” che significa purificare. Anche il termine “febbre” ha la stessa radice etimologica poiché grazie all’aumento della temperatura corporea si favorisce la sudorazione e la conseguente espulsione di tossine.

In questa epoca dell’anno è possibile iniziare la raccolta delle tipiche erbe primaverili ad azione depurativa. Si tratta di erbe per le quali si raccolgono le rosette basali con l’obiettivo di utilizzarle poi nell’alimentazione al fine di depurare l’organismo (in particolare il fegato appesantito dalla dieta invernale). Le rosette basali sono foglie disposte a raggera caratteristiche dello sviluppo primaverile di molte erbe; su tutte vi sono le cicorie primaverili note per la loro azione depurativa e disintossicante. La flora primaverile ad azione depurativa (foglie) può essere rappresentata principalmente dal Tarassaco, dalle Cicorie, dall’Ortica e dalla Piantaggine.

Per la Candelora, inoltre, si raccoglieva la cenere della legna bruciata che aveva la funzione simbolica di auspicare la fertilità e la rinascita della vegetazione, poiché nei cicli biologici naturali è dalla morte che si può generare nuova vita (in questo caso la cenere svolgeva una rituale funzione fertilizzante). A tal proposito vedere anche il ciclo del detrito, o ciclo del carbonio.

Un’altra importante ricorrenza che anticipa e prepara il campo alla Candelora cade il 17 gennaio, ed è quella di Sant’Antonio. Nella religione cosmica universale, riti e tradizioni di questo periodo hanno radici profonde (come detto) nel mondo rurale e contadino legate al culto della vita, alla fertilità, alla germinazione dei semi ed alla salute del bestiame. Questa stessa ricorrenza è dunque ancora oggi celebrata e vissuta intensamente in molte province soprattutto del Centro e del Sud Italia. Ed anche Sant’Antonio veniva associato a riti purificatori legati al fuoco, essendo il Santo portatore del fuoco in quanto simbolo di vita.

VERSO LA PRIMAVERA

Per quanto riguarda la Candelora si tratta di un momento di passaggio che anticipa la fase di espansione primaverile, durante la quale si manifestano al massimo grado sviluppo e crescita della vegetazione (e dunque la ripresa della vita). E nella periodica alternanza stagionale di luce e tenebra la Candelora segna una svolta cruciale in direzione della luce primaverile, verso il rinnovamento dei cicli vitali.  

Anche lo stesso Carnevale, successivamente, sancisce una sorta di “liberazione” dalla morsa e dai rigori dell’inverno. In epoche passate, quando certe comodità non erano così diffuse, questa fase era vissuta con grande gioia proprio perché ci si lasciava alle spalle il periodo più critico dell’anno.

Si tratta di celebrazioni che guardano ad un futuro luminoso, colorito e dinamico, incarnato dalla fase primaverile-estiva. Anticamente il Carnevale celebrava anche la ricreazione e la rigenerazione simbolica del Cosmo dopo il periodo di letargo e staticità invernale. Si tratta di ricorrenze che rientrano in un periodo assai più ampio di festività che alludono al passaggio da un ciclo stagionale all’altro in relazione al corso del Sole. Non a caso in molti antichi calendari (anche in quello romano) il primo mese del nuovo anno era marzo, per via del passaggio del Sole dallo Zodiaco meridionale a quello settentrionale in occasione dell’Equinozio primaverile.

Purtroppo il progresso materiale ha svuotato di ogni significato le festività principali, che sono ormai divenute solamente eventi di natura esclusivamente commerciale e consumistica. Mentre l’origine arcaica ed il senso profondo di queste ricorrenze avrebbe lo scopo di rimandare al significato superiore degli archetipi che il mondo attuale non sa più definire o contemplare. Festa come punto di contatto fra il dentro e il fuori. Archetipi e significati simbolici che hanno la funzione di penetrare nell’anima e agire su di essa, divenendo fattore di unione e incontro tra Microcosmo e Macrocosmo.

In tal senso dobbiamo vedere nel corso dell’anno la controimmagine del respiro della Terra, in quanto organismo vivente, con il ritmico alternarsi delle stagioni che si avvicendano, pulsando, tra la fase estiva (in un gesto di espansione) e la fase invernale (con un gesto di contrazione). Vita e morte che si manifestano a vari livelli, nell’ordine macrocosmico come nell’ordine microcosmico, che sono l’espressione stessa delle leggi che governano tutto l’insieme della manifestazione universale. Queste leggi sfuggono ai sensi, ma possono essere colte dalle facoltà intellettuali e specialmente dalla nostra anima.   

«Gli uomini devono reimparare a unire nel pensiero lo spirito e il corso della natura»

(R. Steiner, O. O. 223)

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