La terra che parla: un viaggio nell’agricoltura biodinamica con il libro di Lorenzetti
Esistono molti modi di guardare all’agricoltura e alla terra. Michele Lorenzetti, biologo ed enologo esperto di biodinamica, produttore di vino e formatore, propone uno sguardo che unisce tecnica e attenzione ai processi vitali del suolo. Nel suo libro Conoscere l’agricoltura biodinamica (Ed. LEF), l’autore spiega la visione olistica del metodo biodinamico e descrive l’agricoltore come custode della fertilità del suolo in un’epoca che sembra aver dimenticato il legame tra cibo e coscienza.
La biodinamica, come mette ben in evidenza Lorenzetti, non è un ritorno al passato, ma un approccio che integra esperienza sul campo, riflessione scientifica ed etica, e un impegno concreto per il futuro dell’agricoltura.
LA LEZIONE DI STEINER
Nel libro, il suo primo, Lorenzetti unisce rigore tecnico e visione etica: non si limita a descrivere un metodo agricolo, ma invita a ripensare il rapporto fra l’uomo e la terra. Il lettore è accompagnato alla scoperta delle origini dell’agricoltura biodinamica, ripercorrendo le otto conferenze che Rudolf Steiner tenne nel 1924 a Koberwitz, in un’epoca segnata dall’inizio della crisi agricola. I concimi chimici, infatti, avevano cominciato a intaccare la vitalità delle sementi, la durata dei prati, la conservabilità e le caratteristiche organolettiche dei prodotti. Gli agricoltori, come ricorda Lorenzetti, si rivolsero a Steiner chiedendo come fermare il declino della qualità del cibo e dei suoli. Da quelle domande nacque una visione nuova e radicale, che restituiva all’uomo la responsabilità di custodire i legami viventi tra suolo, pianta, atmosfera e cosmo.
TECNICA ED ETICA
L’esperto di biodinamica rilegge e attualizza gli insegnamenti di Steiner spiegando con chiarezza e passione i fondamenti del metodo biodinamico. Dalla descrizione dei preparati – come il cornoletame (500), il cornosilice (501) e i preparati da cumulo – fino al ruolo del sovescio, dell’humus e del compostaggio, l’autore mostra come la fertilità non sia un concetto chimico, ma vitale. Nel testo trova spazio anche una distinzione fra agricoltura biologica e biodinamica, spesso confuse ma fondate su principi differenti.
L’obiettivo non è solo nutrire la pianta, ma sostenere la vita invisibile del terreno, quella rete biologica che rende possibile la salute delle piante, degli animali e dell’uomo. Il testo unisce tecnica ed esperienza diretta, frutto di trent’anni di lavoro sul campo.
Lorenzetti sottolinea come la biodinamica richieda precisione, conoscenza e senso di responsabilità. I preparati biodinamici sono strumenti vivi e la loro efficacia dipende dalla qualità delle materie prime, dalle modalità di conservazione e dalle condizioni di applicazione.
Negli anni, grazie anche alla collaborazione con Carlo Noro e al confronto con l’esperienza di Alex Podolinsky, Lorenzetti ha contribuito a perfezionare le tecniche di allestimento e distribuzione dei preparati, adattandole alle condizioni italiane. Un lavoro di ricerca e formazione che ha reso possibile una pratica più consapevole e coerente con i principi originari di Steiner.
BIODINAMICA E SCIENZA
Tra i temi affrontati c’è anche il rapporto tra biodinamica e scienza. Lorenzetti invita a superare i pregiudizi e le contrapposizioni ideologiche, sottolineando come la biodinamica non sia in contrasto con la ricerca scientifica, ma anzi ne condivida l’approccio sperimentale, a condizione che la realtà naturale venga osservata nella sua complessità. E anche in questo passaggio, lo stile dell’autore rimane sempre sobrio e diretto: tecnico quando necessario, ma accessibile anche a chi si avvicina per la prima volta al tema.
Rudolf Steiner, come ricorda Lorenzetti, aveva già indicato la necessità di unire teoria e pratica, evitando la perdita di contatto con la vita reale. È da questo equilibrio fra pensiero e azione che nasce la vera conoscenza.
Lorenzetti non ignora le critiche rivolte alla biodinamica: denuncia però l’approssimazione di chi la giudica superficialmente, senza comprenderne la logica interna e i suoi risultati sul piano agronomico.
IL SISTEMA VIVENTE
Nel libro emerge una visione ampia dell’agricoltura come sistema vivente, parte integrante di un equilibrio più grande che coinvolge la società, la cultura e l’economia.
L’autore ricorda che la terra, oggi inquinata e impoverita, è il punto da cui può ripartire il risanamento ambientale, perché questo “parte dai campi coltivati e dalla responsabilità dell’agricoltore”. Gli agricoltori hanno dunque un ruolo decisivo in questa transizione.
Nelle pagine conclusive, Conoscere l’agricoltura biodinamica diventa un appello civile e culturale. Lorenzetti invita infatti a restituire dignità e centralità al contadino, figura troppo spesso marginalizzata e invece essenziale per la salute della comunità. Rivalutare il lavoro agricolo significa rimettere in circolo valori di responsabilità, autonomia e cura, in netta opposizione al modello agroindustriale che ha ridotto il cibo a merce e la terra a risorsa da sfruttare.
Il volume, prezioso contributo divulgativo che avvicina l’agricoltura biodinamica a un ampio pubblico – dagli agricoltori agli studiosi, dai tecnici ai lettori interessati al tema del risanamento del suolo – si chiude con una riflessione: “L’uomo ha creato l’agricoltura, l’agricoltura produce il cibo, il cibo nutre il pensiero. Il futuro del pianeta è nelle nostre mani.”
Una frase che sintetizza il percorso di Michele Lorenzetti e la sua visione di un’agricoltura capace di rigenerare la terra e, con essa, la coscienza dell’uomo.
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MICHELE LORENZETTI è nato il 9 luglio del 1971. È laureato in Scienze Biologiche (1998) e Viticoltura ed Enologia (2002). Nel 2004 si trasferisce in Toscana dove inizia il suo lavoro di consulente in viticoltura bio-dinamica. Nel 2006 pianta la sua prima vigna nell’Appennino Toscano e fonda l’azienda agricola Terre di Giotto. La sua carriera viene segnata dall’incontro, nel 1999, con Carlo Noro, specialista nell’allestimento di preparati biodinamici. Con lui costituisce, nel 2012, la scuola di formazione “Professione Biodinamica” grazie alla quale vengono formati centinaia di agricoltori. Nell’ambito della stessa scuola inizia anche il percorso di ricerca sull’agricoltura biodinamica che sfocia in una serie di pubblicazioni scientifiche su riviste specializzate grazie al contributo di ricercatori di importanti università italiane (Napoli, Padova, Vi-terbo). Dal 2018 opera come formatore e consulente anche all’estero, collaborando con alcune aziende vitivinicole in Argentina, Francia, Croazia, Slovenia e Cipro. L’opera di diffusione del metodo biodinamico all’estero gli consente di ottenere la menzione di Demeter International Biodynamic Advisor certificato dalla BFDI (Biodynamic Federation – Demeter International). Oggi vive con la sua famiglia in Mugello dove, in sintonia con la natura, produce ogni anno vino biodinamico.