Il vortice che dà vita: dinamizzazione e preparati biodinamici
di Fabio Fioravanti
Tutto è nato dall’acqua. Tutto ci è dato dall’acqua. (J. W. Goethe)
Uno degli aspetti più importanti che caratterizza l’agricoltura biodinamica riguarda l’uso dei preparati biodinamici, che furono concepiti da Rudolf Steiner al fine di incrementare la vitalità del suolo e favorire il miglior sviluppo delle colture.
Alcuni di questi preparati, per il loro utilizzo, devono essere diluiti in acqua e attivati tramite “dinamizzazione” con l’obiettivo di esaltarne le qualità valorizzandone le caratteristiche intrinseche. Si tratta dei preparatidefiniti “da spruzzo”, che sono il 500, il 500K, il 501 ed il Fladen.
È possibile applicare questa forma di trattamento dei liquidi (la dinamizzazione) anche ad altre pratiche come, ad esempio, macerati, tisane o decotti vegetali per uso agricolo con l’obiettivo di potenziarne funzioni e l’attività.
Per quanto riguarda i preparati biodinamici, oltre a ciò, con il procedimento della dinamizzazione vi è un passaggio dallo stato solido-terroso allo stato liquido (dettaglio non secondario ai fini della funzione dei vari preparati) ottenendo una stretta compenetrazione tra acqua e preparato. Fu proprio Rudolf Steiner che indicò la necessità di portare a stretto contatto dell’acqua il contenuto del corno, anche per favorire la miglior connessione del preparato con la terra, e con la pianta nel caso del 501. Ricordiamo che i preparati biodinamici nacquero per dare all’uomo il miglior genere di nutrimento per il suo organismo, perché il cibo non sia solo un mero riempitivo dello stomaco.
L’ACQUA
Ma prima di entrare nel merito della pratica della dinamizzazione è doveroso ribadire, anche solo brevemente, l’importanza dell’acqua per quanto riguarda tutti i processi vitali citando alcune parole di Theodor Schwenk: «Dove c’è acqua la vita può essere attiva nella sostanza; dove manca viene a cessare questa possibilità. L’acqua esiste come elemento del vivente e ogni volta che può strappa la vita alla morte. È la grande guaritrice di ogni malattia dove questa si manifesti come perdita di equilibrio. L’acqua anela sempre ad un equilibrio pieno di vita, mai ad un equilibrio stabile in cui la vita si spegnerebbe. Riunisce il contrastante, il separato, creando continuamente del nuovo. Scioglie forme irrigidite e le restituisce alla vita» [1].
Queste poche righe ovviamente non sono sufficienti per definire a pieno l’importanza che l’acqua ricopre per la vita, ma comunque nel caso dei preparati essa ha la funzione di veicolare forze, sostanze e informazioni, oltre ad attivare ed esaltare gli stessi preparati grazie alla dinamizzazione; questa fase serve a trasferire le proprietà del preparato al solvente, definendo un processo di estrazione a temperatura controllata.
LA PRATICA
Prima di diluire e disciogliere il preparato nell’acqua occorre che questa sia riscaldata ad una temperatura di 36-37°C, poiché il calore “apre” e attiva i preparati, oltre ad essere un fattore che ha una forte attinenza con la vita. Per riscaldare l’acqua si sconsigliano fonti di calore generate da corrente elettrica. Si può utilizzare gas, legna oppure, eventualmente, anche il calore diretto del Sole quando la stagione lo consente. Dopo aver introdotto e disciolto nell’acqua il preparato occorre favorire una amalgama ottimale, appunto, tramite mescolamento. Questa massa acquosa deve essere mescolata energicamente in modo da ottenere un bel vortice profondo; una volta ottenuto il vortice è necessario invertire il senso di rotazione in maniera altrettanto energica in modo da creare una ossigenazione del liquido (caos o caotizzazione) e determinare un vortice nel senso inverso. In questa fase di inversione di marcia del vortice l’acqua dovrà “ribollire” per via di un’azione vigorosa opposta al senso di rotazione. È dal caos che si può generare nuova vita ed un nuovo assetto. Il significato etimologico del termine “caos” sta ad indicare proprio una apertura (mi apro, mi spalanco, aprirsi), cioè apertura ad un nuovo impulso. Vari significati accompagnano questo termine, tra i quali vi è anche quello di confusione o con-fusione nel quale diversi elementi sono messi insieme e uniti tra loro. Da questa con-fusione potranno emergere nuove proprietà [2]. La condizione di caos permette dunque l’ingresso e la formazione di nuove forze. La formazione del vortice e la successiva rottura del flusso generano uno spazio cavo che introduce aria nell’acqua e, contestualmente, anche luce: «Gli elementi che fin qui erano separati si uniscono spumeggiando e ribollendo» T. Schwenk.
Anche un seme per poter germinare e rinascere a nuova vita deve attraversare una sorta di caotizzazione che segna un passaggio di stato ed una nuova condizione.
Questo rimescolamento e conseguente formazione di vortici in un senso e nell’altro va portato avanti in via continuativa per 1 ora. Questa operazione prende il nome di dinamizzazionee può essere svolta manualmente utilizzando una apposita asta, un bastone oppure un ramo essiccato (ben ripuliti). È importante che il vortice sia ben fatto. Per svolgere questa operazione esistono anche attrezzature meccaniche dedicate (dinamizzatori meccanici) che vengono utilizzate per poter lavorare con superfici ampie e grossi volumi di liquido, e per ridurre la fatica. Che si utilizzino macchinari o che si scelga il metodo manuale sarebbe sempre auspicabile stabilire un intimo rapporto con questa attività.
Quando si effettua questa operazione è tassativo usare materiali inerti oppure naturali, pertanto il contenitore per la dinamizzazione non deve essere di plastica, di alluminio, di vetroresina e non deve essere nemmeno zincato; si sconsiglia l’uso del cemento perché può contenere additivi chimici.
Si possono utilizzare contenitori in legno (legno privo di muffe, non trattato ed esente da additivi chimici o altre sostanze potenzialmente inquinanti), in rame (il rame deve essere privo di ossidazioni!!!), in vetro, in terracotta e in acciaio inox, puliti e incontaminati.
Forma e dimensione del contenitore per la dinamizzazione devono essere tali da permettere lo sviluppo di un bel vortice dalla forma armonica, dunque l’altezza del contenitore per la dinamizzazione dovrà essere maggiore della larghezza.
Per la formazione di un bel vortice armonico è importante che il recipiente per la dinamizzazione disponga di un fondo cavo (soluzione preferibile), cioè leggermente ricurvo verso il basso. Così facendo si ottiene un potenziamento delle qualità dei preparati; il tutto diviene una “matrice” di straordinaria qualità ai fini del miglioramento delle caratteristiche del suolo (nel caso del 500, del 500K e del Fladen), e per lo sviluppo della pianta nel caso del 501.
Anche la qualità dell’acqua è fondamentale, e dovrà essere la più pura possibile, con un pH neutro o leggermente acido (6,2-6,5).
Il processo di dinamizzazione ha una durata di un’ora, ed è interessante notare che questo periodo rappresenta una unità di misura solare-lunare (per approfondire clicca qui), che è dunque in stretta relazione con i cicli vitali fondamentali che sono scanditi e generati dal moto dei Pianeti (appunto, Sole e Luna in primis, i quali determinano i ritmi biologici essenziali per la vita sulla Terra).
Perché questo medium liquido possa espletare al meglio la propria funzione deve essere utilizzato su terreno umido (nel caso del 500, del 500K e del Fladen) e, preferibilmente, sulla pianta ancora bagnata dalla rugiada mattutina nel caso del 501. Dunque vi dovrebbe essere continuità nell’elemento liquido al fine di poter veicolare e trasmettere al meglio forze, sostanze e informazioni presenti e attive nell’acqua dinamizzata, sia al terreno che alla pianta. Mentre la sua distribuzione dovrebbe avvenire entro un periodo di tempo non superiore all’ora e mezza dal termine della dinamizzazione, utilizzando attrezzatura appropriata, svolgendo questa attività nei periodi stagionali e giornalieri più appropriati. I dettagli fanno la differenza!
PER APPROFONDIRE
L’impiego dell’acqua e di sostanze in essa diluite e “potenziate” rappresenta una tematica dibattuta ormai da tempo a livello scientifico, soprattutto in merito all’efficacia ed alla validità di queste pratiche che, va ricordato, hanno la funzione di ottenere un medium liquido dalle caratteristiche diverse rispetto al materiale di partenza, dotato dunque di nuove facoltà, incrementando le funzioni e l’attività dei singoli componenti che a loro volta divengono una nuova unità. Tuttavia vi sono diverse pubblicazioni che hanno esplorato questo ambito contribuendo alla comprensione di meccanismi e dinamiche che coinvolgono l’acqua, le sue variazioni ed i mutamenti indotti da pratiche come la dinamizzazione, la succussione ritmica o altri processi di rimescolamento, agitazione e diluizione. Tra queste figurano i lavori di Theodor Schwenk “Concetti fondamentali della ricerca sulla dinamizzazione” (Edizioni Arcobaleno) e “Il Caos sensibile” (Edizioni Arcobaleno). Quest’ultimo titolo dello Schwenk prende in esame le variazioni ed i mutamenti delle caratteristiche dei liquidi soggetti a moti vorticosi. Molto interessante è il lavoro di Roberto Germano dal titolo “Aqua. L’acqua elettromagnetica e le sue mirabolanti avventure” (Editore Bibliopolis). E non va assolutamente dimenticato il contributo essenziale fornito da Eugene Kolisko (1893-1939) e da sua moglie Lilly Kolisko (1893-1976) in quanto figure pionieristiche sull’uso dei medium liquidi e loro applicazioni. Degne di nota risultano anche le esperienze rivelatrici di Maria Thun (1922-2012), e del suo gruppo di lavoro, riportate nell’annuale calendario biodinamico oltre che sulle pubblicazioni dedicate all’agricoltura biodinamica.