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Agricoltura: l’era della scienza che contraddice la scienza

Agricoltura: l’era della scienza che contraddice la scienza

20 Marzo 2026

di Salvatore Ceccarelli – già professore ordinario di Genetica Agraria

Negli ultimi tempi gli agricoltori sono stati bombardati dal messaggio secondo il quale l’agricoltura italiana ha bisogno di scienza per affrontare i problemi legati a cambiamento climatico, siccità e malattie.

È lecito chiedersi di quale scienza si parli.

Infatti una scienza, l’ecologia, ci dice che ad una maggiore diversità corrisponde una maggiore produttività (smentendo quindi la narrazione secondo cui un certo tipo di agricoltura sarebbe incapace di farlo) e una maggiore resilienza[i].

Dell’importanza della diversità parla anche la scienza medica quando raccomanda una dieta diversificata per avere un sano microbiota intestinale da cui dipende sia la nostra salute fisica (difese immunitarie) che quella mentale, tra cui ansietà, depressione, disagio mentale giovanile e adolescenziale, disagio alimentare[ii]. Una raccomandazione difficile da mettere in pratica visto che dietro al nostro cibo c’è un’agricoltura basata sull’uniformità.

Uniformità e vulnerabilità

Questo è il risultato di una profonda contraddizione nel mondo scientifico a proposito di biodiversità tra gran parte del mondo scientifico che sostiene l’importanza della biodiversità per la sicurezza alimentare e quindi per la salute ma anche per la resilienza[iii], e un’altra scienza, il miglioramento genetico, che negli ultimi circa 100 anni è andato quasi esclusivamente verso l’uniformità.

Da questo punto di vista varietà uniformi (ibridi, linee pure e cloni), vecchi OGM e prodotti delle Nuove Tecniche Genomiche (NGT), solo in Italia chiamate TEA, soffrono della stessa fondamentale debolezza e cioè che sono evolutivamente perdenti e in quanto tali rendono gli agricoltori, soprattutto quelli biodinamici e biologici, ma non solo, più vulnerabili. Sono evolutivamente perdenti perché la scienza ha dimostrato che gli organismi che intendono controllare evolvono resistenza: si noti bene che non è l’uniformità o il trattamento chimico o l’OGM o il TEA a causare la resistenza: la resistenza è già presente come parte della diversità di quegli organismi che consente loro di evolvere nel momento del bisogno.

Questione di TEA

Questo, la patologia e l’entomologia (altre scienze), ce lo dicono da tempo e quindi OGM e TEA (come le varietà uniformi) aumentano l’incertezza degli agricoltori nel futuro già incrinata dal cambiamento climatico.

Ne consegue che è del tutto irrilevante che il nuovo gene venga dalla stessa o da una specie diversa (transgeni) perché si tratta sempre di soluzioni che i patologi e gli entomologi definiscono instabili.

Molti articoli scientifici documentano l’evoluzione della resistenza da parte di quegli organismi che OGM e TEA intendono combattere, l’ultimo dei quali, del febbraio del 2025, documenta la perdita della resistenza alla diabrotica di un mais OGM in 10 stati degli USA[iv].

Infine, è bene guardarsi da una narrazione che presenta le TEA come prodotti simili (quindi naturali) alla varietà ottenute con il miglioramento genetico tradizionale: la narrazione omette di dire che si tratta spesso di disattivazione di geni (cosa che il miglioramento genetico non fa) e che spesso vengono comunque introdotti dei transgeni[v] rendendo le TEA di fatto degli OGM a tutti gli effetti.

Il valore delle semi

Le TEA rappresentano quindi un elemento di ulteriore vulnerabilità nel mondo agricolo minando la sovranità dei semi e di conseguenza quella alimentare perché potranno arrivare sul mercato senza che la loro natura sia indicata in etichetta che dovrà però essere indicata sull’etichetta del seme.

Questo fornisce un’arma di difesa che i consumatori possono usare privilegiando sul mercato i prodotti di quegli agricoltori che riproducono i loro semi e possono raccontare tutto del loro prodotto a partire dal seme.

 

[i] Renard, D, Tilman D. 2019. National food production stabilized by crop diversity. Nature 571: 257-260

[ii] Heiman, ML, Greenway FL. 2016. A healthy gastrointestinal microbiome is dependent on dietary diversity. Mol Metab. 5 (5): 317-320

[iii] Zuza, EJ, et al. 2024. Crop species diversity: A key strategy for sustainable food system transformation and climate resilience. Food and Energy Security 13 (3) e558

[iv] Ye Z, et al. 2025 Too much of a good thing: Lessons from compromised rootworm Bt maize in the US Corn Belt. Science, 387 (6737): 984-989

[v] Huang, X.et al. 2023. Transgene-free genome editing of vegetatively propagated and perennial plant species in the T0 generation via a co-editing strategy. Nat. Plants 9, 1591–1597

Agricoltura: l’era della scienza che contraddice la scienza
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