Equinozio di Primavera: con le scarpe sporche di terra
di Emanuele Tellini
“Se non dovessi occuparmi dell’antroposofia, diventerei agricoltore.”
(Rudolf Steiner al Conte Polzer-Hodit)
La base di partenza per svelare la trama del Genius Temporis nel fluire dell’anno è quella di considerarlo un’entità reale. Il materialista attuale considera lo spirito del tempo qualcosa di completamente astratto, privo di realtà, ed è impossibile chiedergli di vederci un’entità reale. Eppure nello spirito del tempo si nasconde un essere reale come lo è l’uomo stesso. Il Genius Temporis si presenta all’uomo come espressione invisibile, capace di determinare il ritmo di vita agli esseri viventi. Nella Natura si rivela attraverso la manifestazione nella forma esteriore, apparendoci così nel reale, per l’uomo, invece, è un’entità sperimentabile da dentro. Attraverso questa contrapposizione tra realtà e coscienza, attraverso la capacità di fare osservazione esteriore ed esperienza interiore nello scorrere del Genius Temporis, noi riusciamo a sperimentarci come coscienza individuale. L’Uomo è quella potenza che riesce ad ordinare la realtà della forma nella Natura sulla base della sua coscienza.
Siamo abituati a legare le stagioni alla sola posizione del Sole nelle diverse zone della Terra. Infatti, l’inizio delle stagioni viene dato da un particolare angolo d’inclinazione dei raggi del Sole, dalla lunghezza del giorno e della notte, dagli stati di calore e di freddo; solitamente leghiamo le stagioni solamente al tempo atmosferico. Questo non è un errore ma, gli equinozi e i solstizi hanno anche un’importanza come fenomeni di processo cosmico, infatti, gli equinozi sono stati di equilibrio vastissimo e i solstizi sono stati di estrema polarizzazione cosmica.
La vita degli animali, la vita degli esseri vegetali, la vita del terreno sono continue manifestazioni del vivente che negli anni si ripetono e che possiamo osservare. Proverò a esporre, il manifestarsi del ciclo dell’anno, visto con la lente di un contadino biodinamico, quella lente che ci porta a vedere la Terra come un organismo vivente unitario e, quindi, ad osservare come fluisce la vita di questo Tutto unitario intorno a noi.

Anche osservando noi stessi, possiamo vedere come intorno al 21 marzo viviamo una condizione in cui non siamo ancora completamente “esterni”, ma siamo in uno stato di equilibrio tra interno ed esterno, siamo come sulla soglia di una porta: non siamo dentro la stanza, ma neppure fuori. Avvicinandosi invece al solstizio d’estate, verso il 21 giugno, diveniamo completamente, per così dire, “cosmici”; nel pieno dell’estate il nostro corpo si nutre dalla vita esterna, di ciò che avviene fuori di noi.
Successivamente, con l’equinozio d’autunno, intorno al 21 settembre, se osserviamo bene, ci troviamo nuovamente in una fase di equilibrio, dove non siamo più “cosmici” come lo eravamo a San Giovanni, ma rincominciamo ad assaporare il piacere di stare su una poltrona in casa, in uno stato di riposo fisico; questo è, in effetti, un periodo caratterizzato da un evidente rallentamento delle attività esterne, siamo nuovamente sulla soglia di una porta senza essere fuori della stanza, ma neppure dentro.
Giungiamo infine al solstizio d’inverno, il 21 dicembre circa, quando invece siamo completamente “interni”; è questo infatti il momento magico in cui dentro di noi si desta l’estate, non quella del Solleone, ma quella dell’anima! (il Manifestarsi dell’invisibile nell’Essere Pianta – Editrice Antroposofica)
Se guardiamo indietro, all’antica saggezza contadina, vediamo come le stagioni avevano inizio molto tempo prima rispetto alle quattro date (21 marzo – 21 giugno – 21 settembre – 21 dicembre) che vengono indicate oggi come inizio delle stagioni. Quell’antica saggezza indicava qualcosa che purtroppo oggi non viene più considerato, ma che ci è concesso ancora: la possibilità di osservare e sperimentare, se andiamo oltre “la verità” che ci viene indicata comunemente.
Intorno a fine febbraio, se ponete attenzione dentro di voi, vedrete come un nuovo impulso di energia si stia facendo Spazio. Un lento crescere di entusiasmo al vostro interno accompagna l’allungarsi della luminosità delle ore solari. Se prestate ascolto, vi renderete conto che anche l’aria inizia a trasformare il suo profumo, in seguito alla ripartenza dell’attività degli esseri viventi nella terra. Tutti questi esseri viventi sottoterra iniziano a decomporre la sostanza organica che era rimasta bloccata nel freddo invernale, trasformandola in sostanza adeguata al nutrimento delle piante. Intorno al 25 febbraio inizia questo riattivarsi degli esseri viventi, a cui partecipano anche i semi e le piante che iniziano a collegarsi alla terra sviluppando nuove radici.
Tutto questo processo vitale invisibile, che intorno al 25 febbraio dà inizio alla stagione della Primavera, si svolge dentro la terra e noi lo possiamo vedere soltanto successivamente, con il manifestarsi della forza di crescita nella foglia delle piante.
Il 21 marzo, dove ci appare evidente ai nostri occhi questa esplosione del mondo vegetale, non può essere l’inizio della Primavera, ma soltanto l’inizio del manifestarsi nella materia della forza della Primavera, il manifestarsi di tutta un’attività vivente invisibile che si è svolta in precedenza nella Terra. Non potremmo avere un’intensa crescita delle foglie nella pianta se non in conseguenza di un intenso periodo di crescita della radice.
Quindi l’esplosione del mondo vegetale, che il 21 marzo inizia ad apparire evidente ai nostri occhi, non può essere l’inizio della stagione di Primavera, ma soltanto il suo punto centrale. Il 21 marzo è il punto di svolta della stagione di Primavera, dove tutta l’attività vivente invisibile, che si è svolta da fine febbraio tra l’interagire della Terra e dell’Acqua, inizia a manifestare tutta la sua potenza in una forma fisica.
La Natura ha la capacità di manifestare esteriormente, nella forma fisica, l’intreccio tra l’invisibile ed il visibile di queste forze formatrici. Questo punto di svolta della stagione di Primavera per l’uomo è invece sperimentabile da dentro, attraverso la sua coscienza individuale. Anche all’interno dell’uomo sono presenti queste forze che danno vita ad un’intensa attività radicale interiore. Infatti, saranno proprio queste forze radicali invisibili a manifestare la loro potenza, nel periodo della Pasqua, con una nuova esistenza della nostra figura spirituale.
Adesso, dopo il 21 marzo, possiamo continuare l’osservazione esterna della Natura ed interna nell’uomo percependo come tutta questa energia che dall’invisibile fluisce nel visibile, termini la sua potenza di manifestazione intorno al 25 maggio, con l’inizio della stagione dell’Estate. Era tradizione dell’antica saggezza contadina praticare “l’esplosione del maggese” per decretare il termine della potenza di questa forza di crescita nella pianta. Infatti, con il sopraggiungere della forza del Sole la forma vegetale inizia a intraprendere una nuova metamorfosi, dove le forze invisibili della Luce contenuta nell’Aria iniziano ad agire andando a metamorfosare in una nuova forma la foglia della pianta, caratterizzandone la stagione Estiva.
Attraverso l’osservazione di questi processi della Natura nell’uomo si apre il varco nel pensiero, con il quale riusciamo a comprendere come si manifestano i fenomeni in Natura e si differenziano tra di loro. Il pensiero diventa forza di percezione, diventa lo strumento per percepire il manifestarsi dell’irreale nel reale, generando non teorie giuste o sbagliate, ma espressioni di momenti diversi della vita.
Possiamo applicare questo metodo dedicando tempo alla contemplazione della Natura come una manifestazione del divino. Osservare un tramonto, passeggiare in campagna, ascoltare il canto degli uccelli possono aiutarci a risvegliare quel sentire nella natura che, collegandolo a un pensiero percettivo, ci aiutano a trovare pace interiore.
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30 Marzo (centenario della morte di Rudolf Steiner)
Im Lichte das aus Weltenhohen Quando dalle profondità dell’anima
Der Seele machtvoll FlieBen will lo spirito si volge all’essere universale
Erscheine, losend Seelenratsel, e bellezza sgorga dalle ampiezze dello spazio,
Des Weltendenkens Sicherheit la forza della vita fluisce dalle lontananze celesti
Versammelnd seiner Strahlen Macht nei corpi umani e agendo potentemente
Im Menschenherzen Liebe weckend. unisce l’essere dello spirito con l’esistenza dell’uomo.