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Benessere animale: un principio base della biodinamica

Benessere animale: un principio base della biodinamica

18 Novembre 2024

di Claudia Zigliotto

Il benessere animale è un principio fondamentale nelle aziende agricole biodinamiche. In queste realtà agricole si cerca un equilibrio tra terra, piante, animali ed esseri umani. Questo implica anche prendersi cura degli animali da allevamento per garantirne il buono stato di salute e condizioni affinché possano condurre una vita senza forzature.

Durante l’evento Terra Madre, organizzato da Slow-Food con la partecipazione di Demeter lo scorso settembre a Torino, il veterinario Marcello Volanti, specializzato in zootecnia biologica e biodinamica, ha tenuto un incontro intitolato “L’animale come essere senziente, il suo benessere in un’azienda biodinamica”. Un momento di approfondimento che ha messo al centro l’importanza di cercare una relazione di reciprocità tra uomo e animale, con il riconoscimento dell’animale come essere senziente e il rispetto del suo vivere nel presente.

L’animale è un “essere senziente” che vive nel presente

Il concetto di animale senziente implica che ogni animale prova emozioni e necessita di un’adeguata forma di allevamento. “Oggi – ha sottolineato Volanti durante l’incontro – ci troviamo di fronte a una sfida: da un lato, preservare il benessere dell’animale, dall’altro, garantire un reddito attraverso l’allevamento. Ci vengono in aiuto le normative in materia di benessere animale, sviluppate dalla comunità scientifica a partire dagli anni ’60, che ora regolano il settore, come ClassyFarm, un sistema che aiuta a gestire e monitorare queste pratiche”.

MarcelloVolanti-Buccheri.Benessere-animale-Demeter

L’evoluzione degli allevamenti: da sofferenze visibili a sofferenze invisibili

I consumatori sono sempre più attenti e richiedono prodotti di origine animale provenienti da allevamenti che tutelano il benessere degli animali. “Dalla metà degli anni ’90 – ha continuato Volanti –, ci sono stati significativi progressi. Siamo passati da sofferenze più visibili, come galline allevate in batteria, suini costretti in spazi ristretti o vacche legate, a sofferenze invisibili, come vacche che vivono sul cemento e galline stipate in capannoni. In queste situazioni gli animali non riescono a vivere la loro essenza; l’uomo si sente giustificato nell’allevare animali, ma questo non avviene a beneficio dell’animale stesso. Negli allevamenti intensivi si produce, mentre nelle aziende biodinamiche si allevano”.

Ma quindi, cos’è il vero benessere animale?

Il concetto di benessere animale è in continua evoluzione. Uno dei pionieri in questo campo è stato Francis William Rogers Brambell, teorico del benessere animale, che ha delineato le cinque libertà fondamentali:

  • libertà dalla fame, dalla sete e dalla cattiva nutrizione;
  • libertà dai disagi ambientali;
  • libertà dalle malattie e dalle ferite;
  • libertà di poter manifestare liberamente le caratteristiche comportamentali specie-specifiche;
  • libertà dalla paura e dallo stress.

Nel 2009 il Trattato di Lisbona ha riconosciuto ufficialmente l’animale come essere senziente. La comunità scientifica ha preso atto di questa realtà, avviando successivamente importanti lavori sui parametri da considerare per il benessere animale.

Il concetto di presente nel benessere animale

Il concetto di benessere è complesso. Animali e uomini hanno esigenze differenti. Mentre gli animali sono ancorati al presente e non si preoccupano del futuro, gli esseri umani tendono a ricordare e a pianificare. “Gli animali – ha affermato ancora Volanti – vivono nel qui e ora: se sono affamati, percepiscono solo la fame; se hanno sete, vivono un momento di sete. È nostro compito garantire loro un presente adeguato, permettendo loro di esprimere le proprie necessità etologiche”. Solo in questo modo possiamo raggiungere il loro autentico benessere, progettando spazi che permettano loro di stare a contatto con l’ambiente naturale facendo sì che tutte le loro necessità siano soddisfatte. Questo non accade negli allevamenti intensivi, dove sono represse le qualità etologiche dell’animale. Nelle aziende biodinamiche, invece, l’obiettivo è permettere agli animali di esistere in un ambiente naturale che favorisca il loro benessere”.

Come coniugare il benessere animale con l’economia?

Nessuno vuole negare l’importanza di generare reddito; la sfida sta nell’allevamento degli animali in modo etico, generando allo stesso tempo reddito. Si stanno delineando due correnti nel panorama zootecnico:

  1. Allevamenti intensivi, dove si cerca il profitto a scapito del benessere animale.
  2. Correnti protezionistiche, che si oppongono a qualsiasi forma di allevamento.

L’azienda biodinamica si trova al centro tra le due correnti, mirate ad allevare l’animale (non a produrlo), cercando di generare un reddito, e quindi senza negare l’importanza dell’aspetto economico.

“In biodinamica – sottolinea Volanti – l’impulso che si intende dare all’allevamento deve partire dal cuore, non solo dalla mente. Si deve provare a trascendere il pensiero razionale per raggiungere la dimensione affettiva. L’obiettivo è di arrivare a operare con una moralità adeguata, evitando la separazione tra i vari regni all’interno di un’azienda agricola e unire tutti gli elementi: cosmo, piante, animali, pietre e l’anima dell’uomo”.

In questo senso non esiste un protocollo rigido per l’allevamento degli animali in biodinamica; esiste un disciplinare che è comunque flessibile.

Le linee guida Demeter vogliono garantire il benessere degli animali allevati, infatti, tra i punti principali dello Standard, vi sono: la possibilità per gli animali di accedere all’aperto in modo da poter interagire liberamente con i conspecifici e l’ambiente che li circonda; la garanzia di avere sufficiente spazio per potersi muovere e sdraiarsi all’asciutto; le mutilazioni come la decornazione, la spuntatura dei becchi negli avicoli o il taglio di coda e orecchie nei suini o altre pratiche che possono ledere l’animale sono vietate.

Grande attenzione è poi posta anche ai trattamenti veterinari. L’uso di antibiotici, ad esempio, non deve essere sistematico ma deve avvenire quando strettamente necessario e se terapie alternative o preventive non sono state sufficienti.

Il benessere degli animali deve essere garantito fin dalle prime fasi di vita dell’animale permettendo la naturale interazione tra la madre e la propria prole, in alcuni allevamenti si stanno infatti studiando sistemi di stabulazione che permettano un contatto continuo.

Nello Standard, oltre alla parte generale sulla gestione dell’allevamento, ci sono norme specifiche per ogni tipologia di animale allevata e linee guida sull’alimentazione.

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