L’azione del preparato “505” a base di corteccia di quercia
di Paolo Pistis
“Se non tutte, numerose malattie delle piante appena osservate possono venire eliminate con una razionale preparazione del concime, purché si proceda giustamente”
(Rudolf Steiner, 13 Giugno 1924, Koberwitz , “Impulsi scientifico spirituali per il progresso dell’agricoltura” Editrice Antroposofica)
Rudol Steiner parla delle “malattie”* delle piante riferendosi a tutte quelle patologie vegetali che sorgono dal suolo e che aggrediscono la radice facendola marcire. Queste patologie possono risalire verso la foglia attraverso la linfa e i tessuti come ad esempio Phytophthora, Pythium e Fusarium. Spesso queste patologie hanno come causa un fattore comune che spesso è un disordine nelle flore microbiche del suolo. Questo disordine può essere dato da fattori semplici da individuare come un ristagno idrico o un terreno compattato e asfittico, oppure come operazioni meccaniche effettuate con il suolo non in tempera.
Un altro fattore di causa determinante sono le concimazioni organiche e minerali che, se di pessima qualità, possono alterare la flora microbiologica. Anche i fattori abiotici, come le avversità climatiche, possono essere scatenanti, ma nella maggior parte dei casi comunque le cause sono nel suolo. Queste patologie sono indotte da un eccesso di forze vitali del suolo, ovvero da una vitalità tumultuosa, esagerata, come quella che c’è nei processi di putrefazione. In questo caso i batteri e i funghi presenti del suolo sono talmente vitali che aggrediscono la pianta dal basso “divorandola”. Occorre trovare un rimedio e limitare la vitalità di questi gruppi di microrganismi patogeni.
In questo caso la strategia consiste nell’abbassare l’impeto eterico di alcuni gruppi microbiologici del suolo, cosa che in natura generalmente avviene per opera del calcio.
LE QUALITÀ DEL PREPARATO
Nelle tradizioni contadine un tempo si usava la calce derivata dalle rocce per disinfettare i pollai o le buche dove venivano seppellite le carogne di animali morti. Nel nostro caso non si adopera un calcio di origine minerale ma un calcio vegetabilizzato, cioè elaborato all’interno di una pianta. Utilizzeremo la corteccia di quercia, che contiene oltre il 70% di calcio al suo interno. La corteccia di quercia non contiene solo calcio ma anche importanti quantità di tannini, che oggi sappiamo avere anche un effetto batteriostatico. Per utilizzarla al meglio la corteccia di quercia viene fatta fermentare nel suolo come gli altri preparati biodinamici da cumulo, ma viene prima introdotta in una struttura calcarea di origine animale cioè delle ossa, che sono notoriamente ricche di calcio. Per avere un contenitore comodo vengono impiegati scarti ossei animali cavi ed in particolare teche craniche. La fermentazione della corteccia di quercia, in contenitori di calcio animali e in ambiente umido controllato durante il periodo invernale, va a formare un composto organico-microbiologico chiamato preparato biodinamico “505” a base ci corteccia di quercia. La sua azione, quando viene a contatto di altri processi fermentativi, ha un effetto starter, a domino, capace di regolare le fermentazioni allo stesso modo in cui si utilizza una piccola quantità di caglio in molto latte per fare il formaggio. Pochi grammi del preparato 505 agiscono su diversi metri cubi di letame migliorandone le fermentazioni. Come per tutti i preparati biodinamici è fondamentale che sia di qualità.
L’agricoltore “Demeter”, ovvero colui che applica con serietà e dedizione le linee guida dell’agricoltura biodinamica, sa che aggiungendo piccole quantità di preparato di quercia nel compost a base di letame bovino, otterrà un concime che limiterà il formarsi di flore microbiologiche nocive per le piante che coltiva. Farà una prevenzione attiva per avere piante sane. Potrà usare questo preparato anche in fertirrigazione, previa dinamizzazione del preparato, per intervenire preventivamente a seconda delle necessità.
Inoltre la presenza di questo preparato da cumulo assieme agli altri (achillea, camomilla, ortica, tarassaco, valeriana) all’interno del preparato biodinamico cornoletame compostato 500k/500P e nel preparato Fladen colloidale, fa sì che l’azione preventiva per il controllo delle patologie delle piante sia attiva.
L’agricoltore biodinamico consapevole usa questi preparati per evitare o limitare l’uso trattamenti fitosanitari biologici risparmiando energia, tempo e denaro.
* (la parola malattia viene messa tra virgolette perché in altri passi Rudolf Steiner dirà che le piante non si ammalano nel vero senso del termine, ma diventano substrati che ospitano altre forme di vita).