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Un suolo sano e vivo: come riconoscerlo

Un suolo sano e vivo: come riconoscerlo

14 Giugno 2024

di Claudia Zigliotto

Avere un suolo sano è il primo obiettivo dell’agricoltura biodinamica. Vitalità e fertilità del terreno sono strettamente connessi e alla base del lavoro del coltivatore biodinamico. Da questi aspetti dipende la buona qualità dei prodotti, della nostra salute e, ovviamente, del benessere del pianeta. Ecco perché uno dei fondamenti valoriali dell’agricoltura biodinamica è la rigenerazione della terra. L’approccio biodinamico non riguarda solo le sole produzioni alimentari, ma si estende anche alla sostenibilità e alla resilienza delle aziende agricole, le quali dipendono dalla fertilità dei suoli. L’obiettivo è restituire alla terra, riportando alla vita il terreno.

Angelo-Bertea-agronomo-suolo

Abbiamo chiesto all’agronomo Angelo Bertea, specializzato in agricoltura biodinamica e tecnico Demeter per la conversione e la gestione biodinamica delle aziende agricole, come riconoscere un suolo sano, vitale e ricco di humus, anche dal punto di vista di un occhio meno esperto. Sono infatti molti gli aspetti che si relazionano e si mettono in gioco: saperli riconoscere dipende dall’esperienza ma molto anche dal modo in cui osserviamo la natura o dal momento in cui la osserviamo. Ma vediamo per punti i fattori da tenere in considerazione.

UN TERRENO FERTILE

Per valutare lo stato di salute del terreno, il primo senso da coinvolgere è la vista rispondendo alla domanda: come si presenta la vegetazione? Se siamo a maggio, ad esempio, dobbiamo vedere una natura nel massimo del suo vigore, che si sta risvegliando con forza, spingendo da sotto la terra verso il sole e l’aria. Questo si valuta anche dal tono del colore che dev’essere verde intenso, tendente allo scuro, che è sintomo di un’attività fotosintetica attiva, quindi più ricca e vitale. Dobbiamo valutare anche la dimensione delle foglie: quelle più larghe e vigorose ci stanno dicendo che hanno ricevuto acqua e sono cresciute in un terreno vivo, anche i bordi regolari sono sinonimo di salute. Al contrario, se la pianta è carente di acqua o fa fatica a respirare, le foglie sono più piccole, il verde più pallido e le sfumature più gialle.

LA STRUTTURA DI UN SUOLO VIVO

Dopo un semplice esame visivo, l’invito è quello di mettere le mani nella terra e vedere come si presenta. Un terreno ricco e fertile ha struttura glomerulare. In parole sempliciè formato da piccole palline arrotondate dall’aspetto morbido, armonico e gentile. Di contro il suolo con poca sostanza organica tende ad avere una struttura più geometrica, angolare, spigolosa. Esattamente quella che si determina in un terreno poco vivo e scarso di sostanza organica.

L’IMPORTANZA DELLE LEGUMINOSE

Altro aspetto fondamentale è la varietà di vegetazione presente: un prato spontaneo è sicuramente diverso da uno coltivato. Su quello spontaneo abbiamo una varietà di specie vegetali e una presenza di leguminose, che determinano che il terreno è sano e vivo, perché i suoi microrganismi si sviluppano solo se c’è una corretta presenza di aria e umidità. Ovviamente sul campo coltivato, anche in biodinamica, troveremo quello che abbiamo seminato. Ma in biodinamica i bordi si differenziano perché manifestano una biodiversità vegetale, proprio come avviene in un campo spontaneo, anche con la presenza di leguminose. Al contrario, i campi coltivati con tecnica convenzionale, hanno i bordi con una flora molto unilaterale, e assolutamente non varia.

LA PRESENZA DI INSETTI

Non solo le leguminose, ma anche la presenza di insetti è testimone che i bordi dei campi sono caratterizzati da biodiversità e che sono gestiti senza l’utilizzo di pesticidi. In questa biodiversità l’insetto riesce ad arrivare al fiore e su certe essenze ci saranno anche le api. Ma preservare i bordi come fasce protette ha anche un’altra funzione fondamentale, oltre alla biodiversità, che è quella di proteggere i bordi dall’erosione dell’acque, soprattutto dai terreni in pendenza. Ed è per questo che dall’Europa le direttive sono sempre più orientate a richiedere di preservare e tutelare i bordi in ottica di questa multifunzionalità.

Per approfondire il tema della fertilità dei suoli leggi qui

Un suolo sano e vivo: come riconoscerlo
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