Feccia Fest: a Marzabotto il fermento che nasce dalla terra e dai giovani
Dal 24 al 26 luglio 2026, alla Foresteria Al di là del Fiume, nel Parco di Montesole a Marzabotto, si terrà la prima edizione di Feccia Fest: un festival residenziale pensato per i giovani dai 18 ai 28 anni. L’iniziativa dell’azienda agricola certifica Demeter è un modo offrire ai giovani un’occasione d’incontro a contatto con la natura: divertimento ma anche coltura e incontro.
Un weekend nella natura fatto di workshop, arte e momenti collettivi, per incontrarsi, confrontarsi, divertirsi e costruire insieme nuovi immaginari. Al centro del progetto c’è la visione olistica dell’agricoltura biodinamica: un metodo che non si limita a coltivare la terra, ma che si prende cura delle relazioni, dei cicli naturali e della comunità. Una visione che, secondo gli organizzatori, ha molto da dire ai più giovani, oggi alle prese con incertezza, precarietà e un futuro che fatica a sembrare promettente.
Il festival, con il patrocinio di Demeter Italia, raccoglie anche l’esperienza di altre aziende parte della Comunità biodinamica dell’Emilia-Romagna, come Terre Vive di Carpi (MO) che, con Gianluca Bergianti sarà protagonista di uno dei momenti formativi.

Il programma
La tre giorni si sviluppa in quattro sessioni, ciascuna composta da una plenaria e tre workshop a scelta.
Venerdì 24 luglio nel pomeriggio il tema sarà “La cultura delle resistenze”, chi si oppone oggi, costruisce il domani.
Sabato 25 luglio, la mattina si affronterà il tema: “Abitare il conflitto”, ansie, paure, competizione, guerre. Nel pomeriggio sarà la volta di “Curare la terra, curare le persone”, giustizia ambientale e sociale.
Domenica 26 luglio: “Futuri collettivi”, dai miti ai vuoti mondi.
Per ogni tema trattato i ragazzi potranno scegliere un workshop pratico o un laboratorio manuale a piacere. Si potrà fare il pane fresco con il team del Forno Calzolari, cucinare insieme la pasta fresca, fare attività nell’orto con i ragazzi della Foresteria, una degustazione di vini biodinamici con i ragazzi dell’azienda agricola Terre Vive e assaggi di formaggi con il team dell’azienda agricola La Pulcina.
Il festival è residenziale e a numero chiuso: i partecipanti vivranno insieme per tre giorni, condividendo non solo momenti teorici e culturali, ma anche spazi di incontro e di scambio quotidiano. Il costo del weekend, vitto e alloggio inclusi, è di 80 euro per chi sceglie la tenda e di 120 euro per un posto letto in foresteria.
Il manifesto di “Feccia”
Il nome del festival nasce da un termine dialettale bolognese che indica lo scarto, il residuo del vino non più riutilizzabile. Un’immagine scelta non a caso, come spiega la dichiarazione che segue, per ribaltare il modo in cui spesso viene guardata la generazione dei più giovani.
Il manifesto del festival recita: “Non siamo qui per diventare limpidi. Siamo qui per diventare vivi. Ci chiamano feccia perché non stiamo sul fondo giusto, perché non seguiamo la direzione del flusso, perché non siamo facilmente utilizzabili. Ma la feccia è ciò che fermenta. È ciò che trasforma. È ciò che rende il vino diverso dalla massa”.
Tra i principi condivisi dai promotori: la resistenza come forma di cura, la paura del futuro come segnale e non come difetto, la necessità di curare insieme la terra e le persone, la cooperazione come scelta più intelligente della competizione, l’idea che la tecnologia senza etica sia un nuovo sfruttamento, la memoria come atto rivoluzionario.
“Abbiamo pensato di chiamare questo festival ‘la Feccia’ – spiega Danila Mongardi, titolare dell’azienda agricola certificata Demeter Al di là del Fiume – perché è un termine dialettale che usiamo molto a Bologna e che significa lo scarto, ciò che non è più riutilizzabile. In questo momento storico penso che la feccia siano soprattutto i giovani: non perché lo sono davvero, ma perché è così che vengono considerati. Nella realtà vitivinicola, però, la feccia è uno scarto che può essere riutilizzato: in certe condizioni, grazie alla fermentazione, da quello scarto nasce un vino speciale, unico, inaspettato: il vino rifermentato in bottiglia. È esattamente quello che vorremmo accadesse in quei tre giorni, dove al centro ci saranno il fermento e la comunità. Sarà un’esperienza residenziale in cui i ragazzi vivranno insieme, condividendo non solo momenti teorici e culturali, ma anche momenti di incontro e di scambio. Vogliamo creare l’ambiente perfetto perché il fermento possa avvenire, perché l’unione tra le persone possa non essere più uno scarto, ma diventare vita: qualcosa di inaspettato e assolutamente sorprendente.”
Per sostenere la prima edizione del Feccia Fest è stata anche attivata una campagna di crowdfunding su Gofund.com.
Partner dell’iniziativa: To let / Foresteria Aldilà del Fiume / Controcchio / Bologna Climate For Justice / Collettivo Un’Altra / Arterego / Le Mele Marce / Azienda Aricola Terre Vive / Forno Calzolari / Azienda agricola La Pulcina / Wuming2 / Forno Brisa / Bisaboga / Biodistretto dell’Appennino Bolognese / Demeter Italia / Sapiens / Servizio Civile Internazionale / Lunaria
Per informazioni e iscrizioni: Foresteria Al di là del Fiume Cielo, Via Porrettana Sud 84, 40043 Marzabotto, tel. +39 348 0153838 o danila@aldiladelfiume.it
Adesioni online: clicca qui