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Gli animali nell’azienda agricola biodinamica: i vantaggi

Gli animali nell’azienda agricola biodinamica: i vantaggi

27 Marzo 2025

di Paolo Pistis

“Naturalmente occorre organizzare le cose in modo che la fattoria possa mantenersi da sé: si devono tenere le bestie del genere e del tipo che le diano il letame giusto in quantità sufficiente. Si devono pure seminare i foraggi che diano alle bestie che si vogliono tenere quello che esse per istinto vogliono mangiare, quello che cercano.”

(Rudolf Steiner, 16 Giugno 1924, Koberwitz , “Impulsi scientifico spirituali per il progresso dell’agricoltura”, Editrice Antroposofica)

Parlare della presenza degli animali nelle aziende agricole sembra un po’ anacronistico, tuttavia in tutte le agricolture tradizionali del mondo la presenza degli animali è sempre stata un elemento indispensabile. Oggi invece, per via della specializzazione e a causa di dinamiche economiche aberranti, gli animali sono quasi del tutto scomparsi dalle campagne e quando sono allevati vengono “accumulati” in grandi ospedali chiamati allevamenti. Gli animali dovrebbero essere allevati rispettando le loro esigenze etologiche, perché un animale sano e felice potrà portare più benefici a tutti.

Rudolf Steiner suggerisce che il numero degli animali sia proporzionato alla dimensione dell’azienda agricola e che siano allevato anche per il buon mantenimento delle coltivazioni. È risaputo infatti in agricoltura biodinamica che il letame non ha solo un potere concimante ma ha anche un potere vivificante del suolo. L’animale infatti rilascia nel suolo attraverso le proprie deiezioni forze vitali derivanti da forze dell’io che non impiega per sviluppare una propria individualità cosciente. Queste forze che ritornano al suolo sono di grande importanza per la crescita dei vegetali infatti essi non hanno unicamente bisogno di elementi nutritivi, ma di quella complessità di forze vitali per crescere sani, robusti e longevi. L’impiego del letame debitamente compostato secondo i dettami dell’agricoltura biodinamica conferisce al suolo una vitalità ma anche una sua individualità che ci porterà sempre di più piante resistenti alle patologie e capaci di adattarsi alle avversità climatiche.

Rudolf Steiner raccomanda che gli animali siano allevati nella propria azienda e di alimentarli con i vegetali che appartengono al proprio organismo agricolo perché in questo modo sono in grado di rilasciare delle deiezioni specifiche per il terreno che ha prodotto quelle piante. L’animale, ed in particolar modo il bovino con le corna, fa istintivamente un’analisi qualitativa di ciò che mangia e rilascia, dopo aver digerito, un impulso migliorativo per il suolo che ha prodotto il suo cibo. Questo è un grande vantaggio che si può notare con il tempo. Infatti sui terreni concimati con il letame autoprodotto raramente abbiamo carenze nutrizionali di macro e microelementi o la presenza di patologie devastanti sulle piante.

Il mondo vegetale crea costantemente materia organica nuova. mentre l’animale ha il compito di metterla in movimento nell’organismo agricolo biodinamico.

Gli animali utili non sono solo quelli allevati, ma anche quelli selvatici che vanno ad arricchire la biodiversità dell’ecofauna e mantengono attive le catene alimentari funzionali ad avere un ambiente equilibrato. Gli animali allevati invece oltre a ciò sono in grado di recuperare tutto quel materiale organico prodotto dall’azienda agricola ma che non sarebbe impiegato per la nutrizione umana.

L’agricoltore biodinamico, che segue con diligenza e serietà le linee guida della Associazione Demeter, sa che introducendo gli animali ottiene dei benefici. In particolar modo i bovini se non potranno essere allevati a scopo produttivo potranno essere lasciati pascolare nel frutteto e nel vigneto in momenti adeguati in modo da non creare danni, affinché possano concimare-vivificare le colture. Anche la presenza delle pecore può portare grandi benefici sia nel vigneto che nell’uliveto. L’introduzione invece degli avicoli (galline, anatre, faraone) in un frutteto permetterà la riduzione di insetti dannosi, mentre nelle aziende orticole potranno anche cibarsi degli scarti agricoli e restituirci uova e pollina. Anche le api non solo ci aiutano nell’impollinazione ma stimolano la crescita del mondo vegetale e rendono le piante più resistenti a funghi e batteri con la loro semplice presenza.

Fondamentalmente l’introduzione degli animali in azienda non è funzionale solo ad avere del buon concime e un arrotondamento al reddito, ma soprattutto a creare un ciclo chiuso delle forze vitali affinché l’organismo agricolo possa diventare bio(vita)-dinamico(in movimento). Solo in questo modo una sana agricoltura potrà avere un futuro.

Gli animali nell’azienda agricola biodinamica: i vantaggi
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