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Far respirare l’organismo agricolo biodinamico

Far respirare l’organismo agricolo biodinamico

21 Luglio 2023

“Quel che sotto la terra ha bisogno di azoto è semplicemente il calcare. Il calcare che si trova nel terreno ha bisogno in realtà di una inspirazione fatta di azoto, così come i polmoni umani hanno bisogno di ossigeno per inspirare”

Rudolf Steiner, 11 Giugno 1924, Koberwitz, “Impulsi scientifico spirituali per il progresso dell’agricoltura” Editrice Antroposofica

Sono parole enigmatiche, quasi un cruciverba complicato, eppure quello che R. Steiner indica, trova applicazioni agronomiche semplici ed efficaci.

Rudolf Steiner parla dell’azoto come se fosse un essere vivente ed in realtà, se applichiamo un’osservazione macrocosmica, è proprio così! In particolare lo è l’azoto organico all’interno del suolo. Generalmente nell’agronomia classica si considera l’azoto solo come elemento chimico ma nell’agricoltura biodinamica si fa distinzione tra le diverse forme di azoto e le loro qualità. Allo stesso modo si considera il calcare del suolo come un essere vivente che oltre ad avere naturalmente delle caratteristiche chimico – fisiche ha delle qualità imponderabili. Queste qualità variano nel corso delle stagioni e specialmente in primavera il calcare, e tutti i suoi composti, hanno delle “bramosie” e “avidità” verso altri elementi chimici. Questo fenomeno è conosciuto con altre parole da un punto di vista agronomico: “il calcio può bloccare l’assorbimento di altri elementi nel suolo…”. Il calcare del suolo possiamo dire che è un “avaro” di legami chimici e per attenuare la sua bramosia dobbiamo avere il giusto contenuto di azoto organico nel suolo. Questo azoto può essere rilasciato da un sovescio, dalle leguminose, da un buon compost animale o vegetale, da una buona vegetazione di copertura ed altro. Se il calcio del suolo si trova in contatto con composti organici azotati allora la sua azione è molto favorevole per la crescita delle piante. Al contrario piccole variazioni del ph o della salinità o anche la scarsità di acqua attivano il calcare e possono favorire il mancato assorbimento di micronutrienti, squilibrando i processi di crescita delle piante.

In natura il calcare del suolo ha una sua controparte: il silicio. Al contrario del calcare, il silicio è “generoso” e “altruista” ovvero non crea legami con altri elementi e si comporta come una sostanza apparentemente inerte ad una visione solo superficiale.

Il calcare quindi del suolo regola le forze terrestri e l’assorbimento di molti altri sali minerali, il silicio regola l’assorbimento della luce e del calore non solo nell’attività fotosintetica delle piante ma anche nel suolo. Il silicio intercetta i raggi solari non solo della luce visibile all’essere umano ma anche di tutte le gamme d’onda dei raggi solari e ciò avviene fin nelle profondità del suolo. Il silicio e il calcare sono due polarità e come tali agiscono in modo opposto.

Queste due polarità hanno punto di equilibrio?

Queste polarità sono messe in equilibrio dall’argilla del suolo a patto che vi siano i complessi umico-argillosi. Il complesso umico – argilloso ha il compito di mettere in equilibrio la parte aerea con la parte radicale. Questo processo è importante per avere piante sane ed equilibrate.

L’agricoltore Demeter, avvero colui che applica con serietà e dedizione le linee guida dell’agricoltura biodinamica e dei disciplinari di produzione Demeter, sa che in alcuni momenti stagionali avversi è importante aggiungere al preparato cornoletame il preparato 509 cornoargilla, con la funzione di rendere più attive determinate flore microbiologiche in momenti siccitosi e rendere il calcare non dannoso per l’assorbimento degli elementi nutritivi. In altri casi, durante i periodi piovosi e i periodi di cielo coperto si aggiungerà al preparato biodinamico cornosilice sempre il preparato 509 cornoargilla.  Il preparato biodinamico 509 a base di argilla ha il compito di regolare le azioni tra il calcare ed il silicio del suolo. Il cornoargilla ha la capacità di tenere in flusso le forze cosmiche con quelle terrestri e di favorire il flusso della linfa tra la radice e la parte aerea. Potenzia le azioni dei preparati da spruzzo aumentandone l’efficacia. Il cornoargilla aiuta i processi respiratori del suolo così come R. Steiner sottolinea nella frase sopra citata.

Paolo Pistis https://www.paolopistis.com/

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